giovedì, 09 luglio 2009

Libri disponibili da sabato 11 Luglio 2009

 

 

NARRATIVA

 

 

SAGGISTICA

 

 

RAGAZZI

 

 

FUMETTI

 

 

DVD

 

 

VIDEOGIOCHI

postato da: BiblioFiore alle ore 08:17 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
Qui di seguito i vincitori dell'iniziativa “What If” di cui trovate i dettagli a questo indirizzo: http://bibliotecafiorenzuola.splinder.com/post/19179327/ .
I primi due classificati per ogni classe sono stati premiati con libri.
I libri della premiazione erano:
-          *Don Chisciotte / Miguel de Cervantes ; raccontato da Martin Jenkins ; illustrato da Chris Riddell ; traduzione di Silvia Cavenaghi. - Milano : il Castoro, 2009. - 347 p. : ill. color. ; 24 cm.
-        Lo *hobbit, o la riconquista del tesoro / John Ronald Reuel Tolkien ; illustrazioni di Alan Lee. - Milano : Bompiani, 2003. - IX, 294 p. : ill. ((Trad. Elena Jeronimidis Conte.
-        I *nostri antenati / Italo Calvino. - Milano : Mondadori, 2006. - 3 v. : ill. ; 25 cm. ((In custodia.
-        Diario : l'alloggio segreto, 12 giugno-1 agosto 1944 / Anne Frank ; a cura di Otto Frank e Mirjam Pressler ; con la prefazione all'edizione del 1964 di Natalia Ginzburg ; traduzione di Laura Pignatti ; edizione italiana e appendice a cura di Frediano Sessi. - 7. ed. - Torino : Einaudi, 2007(stampa). - XXII, 351 p. ; 20 cm.
-        *Campo di betulle : Shoah: l'ultima testimonianza di Liana Millu : con il racconto La vergine di Schiele / Roberto Pettinaroli ; prefazione di Moni Ovadia ; postfazione di Fernanda Contri. - 2. ed. - Firenze : Giuntina, 2007. - 93 p. ; 20 cm.
 
postato da: BiblioFiore alle ore 09:11 | Permalink | commenti
categoria:il piacere di leggere scuole med
venerdì, 26 giugno 2009

 

1° classificata:

Cirioni Martina

 

“Nina la Bambina della Sesta Luna” di Witcher Moony Casa Editrice Giunti Junior 2002la_bambina_della_sesta_luna

 

 

…Nel momento in cui Nina stava per dire la tabellina del 9 in aula entrò un signore piuttosto grasso, e spalancando la porta urlò:<<Venezia è diventata una città di ghiaccio! L’acqua della laguna si è completamente ghiacciata, le barche sono intrappolate al suo interno e come se non bastasse tutta la Basilica di San Marco è scomparsa nel nulla!>>

Appena Nina sentì queste parole si precipitò di corsa fuori dall’aula dove la aspetttavano tutti i suoi amici. Nina non disse niente fece solo un cenno per essere seguita e di corsa i piccoli alchimisti raggiunsero Villa Espasia. Salutò di fretta Ljuba e immediatamente dopo si trovava all’interno del suo segretissimo laboratorio con i suoi compagni.

Senza esitare interpellò il Systema Magicum Universi:<<Libro, Venezia è praticamente sommersa del ghiaccio, ma siamo in estate, cosa succede?! In più la Basilica di San Marco è magicamente scomparsa, è forse opera del malefico Karkon?>>

All’improvviso il libro si alluminò e cominciò a parlare:<<Solo la Madre Alchimista la risposta più appropriata ti può dare, scendi nell’Acqueo Profundis e chiedi consiglio a Eterea>>.

Come al solito il libro si chiuse come si era aperto, all’improvviso, ma questa volta aveva dato delle indicazioni ben precise a Nina.

Seguendo ciò che le era stato detto dal libro, Nina si recò nel secondo laboratorio, quello sotto alla laguna. Appena entrarono videro Max, era disperato, anche egli si era accorto che c’era qualcosa che non andava per il verso giusto e così corse incontro a Nina esigendo delle spiegazioni.

Proprio come Max anche Nina, Roxy, Fiore, Dodo e Cesco non sapevano come spiegarsi tutto ciò che stava accadendo.

Cesco si avvicinò al computer e digitò il codice di Nina per poter comunicare con Xorax.

Pochi secondo dopo la bambina della Sesta Luna stava già comunicando telepaticamente con Eterea.

<<Ciao Nina, come avevi sospettato tu, l’artefice di questo pasticcio è Karkon; per far congelare la laguna ha utilizzato il Mercurio unito e, per far scomparire la Basilica una scarica con il suo Pandemon Mortalis unita ad una miscela di oro puro e rame. Attenta Nina questa sarà una battaglia difficile, avrai bisogno di molto coraggio e per questo lo Sbacchio, l’animale della Sesta Luna che dona coraggio e sicurezza, ti sarà estremamente utile. Un’ultima raccomandazione, lo Sbacchio quando è felice emette delle enormi bolle capaci di rinchiudere al loro interno qualsiasi cosa, ma se rinchiude un essere malvagio può morire. Deve ritornare su Xorax prima dell’alba. Buona fortuna, Xorax ha bisogno dei pensieri liberi e felici dei bambini. Tuo nonno e Birov veglieranno sempre su di te.>>

Nina aveva ascoltato tutto con molta attenzione e senza esitare prese la piuma del Gughi, la strofinò e poi apparve il pianeta magico sul quale il nonno si trovava.

Fece girare la sfera per poter trovare lo Sbacchio e alla fine lo sorprese a giocare con Ondula, la farfalla dal corpo umano.

Nina prese l’animale con delicatezza e lo tirò fuori dalla Sesta Luna.

Lo Sbacchio è un animale bianco come la neve e soffice come un batuffolo di cotone.

Tutti i bambini si avvicinarono allo strano animaletto alto poco più di un metro.

Dopo aver accolto il nuovo compagno per questa avventura, Nina si fece seria e con determinazione prese il Taldom Lux e insieme a Cesco, Fiore, Roxy; Dodo e lo Sbacchio uscì dal laboratorio sotterraneo, pronta per sconfiggere il malefico Karkon Ca’ d’Oro.

2° classificato:

Di Boiardi Erika

 

“Il segreto di Mezzanotte” di DeLoach Nora Casa Editrice Mondadori 2003segreto_mezzanotte

 

 

Guardai di nuovo nello specchietto retrovisore. La Ford era sempre lì. Speravo che qualcuno arrivasse in mio aiuto. Accostai la macchina al margine della strada, per controllare la mia gomma a terra ma soprattutto volevo sbarazzarmi di quella Ford che mi stava alle costole per tutto il tragitto.

Sfortunatamente fui immediatamente imitata dal mio "inseguitore”.

Spensi il motore e mi assicurai che tutte le portiere fossero bloccate. Uno stormo di cornacchie, disturbato dal nostro arrivo, schiamazzò per poi andare a posarsi tra i rami degl alti alberi. Mi misi a pregare.

Dall’auto inseguitrice scese un uomo dall’aria inquietante, lunghi capelli neri e sopraciglia folte a tal punto da creare quasi un unico sopracciglio.

Man mano avanzava verso di me con lunghi e frettolosi passi, scorgevo gli abiti sporchi e solamente quando mi bussò con decisione al finestrino capii che erano macchie di sangue!

Il cuore mi balzò in gola, mi guardai intorno sperando di scorgere qualcuno a cui chiedere aiuto, ma non c’erano speranze: era una strada secondaria.

Decisi di prendere il toro per le corna, abbassai il finestrino tanto qunato bastasse per sentire ciò che voleva da me.

L’uomo mi chiese con voce profonda se avevo bisogno d’aiuto, io respinsi la proposta ma lui insistette dicendomi che ci avrebbe messo solo cinque minuti per sostituirmi la gomma e vedendomi che fissavo la sua camicia imbrattata di sangue aggiunse che stava tornando da una battuta di caccia.

A quel punto decisi di fidarmi e sbloccai le portiere per poter prendere l’occorrente dal baule dell’auto.

Fu di parola, in pochi minuti sostituì lo pneumatico. Nonostante le apparenze in fondo era una brava persona. Decisi di ripagare la sua gentilezza offrendogli un caffè al primo bar che avremmo incontrato.

L’uomo mi disse che c’era una piccola baita poco lontano e di seguirlo con la mia auto, avrebbe fatto strada lui.

La baita aveva un aspetto invitante, una volta dentro era invece inquietante, appese alle pareti decine di teste di animali imbalsamati e mosche che ronzavano ovunque, attratte dall’odore del sangue fresco di conigli sgozzati su quel che un tempo era un bancone, ora era evidente che non era più un locale pubblico, ma la tana di un uomo malvagio.

L’angoscia ebbe il sopravvento su di me, rimasi immobile senza riuscire nemmeno a respirare, non ero nemmeno in grado di pensare, l’odore di sangue era sempre più forte, svenni.

Quando riaprii gli occhi ero in una stanza diversa, l’uomo mi porgeva una tazza di caffè dall’aroma forte, mi disse di berlo e si presentò:"chiamami incubo”.

I miei occhi lasciavano trasparire l’orrore che provavo, infatti aggiunse che per la paura che sapeva incutere nelle donne si era scelto quel soprannome, veramente azzeccato a mio parere.

Bevvi un sorso di caffè, non avevo nulla da perdere a quel punto. Dovevo fidarmi del mio primo istinto, non mi sarei trovata in quella situazione.

Egli mi diede le indicazioni per tornare a casa e aggiunse che spaventare le donne dopo aver conquistato la loro fiducia era il suo hobby preferito. Se ne andò lasciando aperte le porte.

Mi alzai con fatica, il terrore aveva reso i miei arti inferiori quasi inermi, ma riuscii ad arrivare alla mia auto.

Fu a quel punto che vidi una bambina sulla Ford blu.

Nella macchina di quell’uomo c’era la bambina di Criket![…]

3° classificata:

Bonetti Francesca

 

“Olga in punta di piedi” di Masini Beatrice Casa Editrice Einaudi Ragazzi 2003olga_in_punta_di_piedi

 

 

Quando ormai le luci dl caldo pomeriggio estivo si stanno spegnendo, Olga torna a casa.

È sudata, trafelata, quasi sporca di giochi e di libertà; si sente felice, però, appena apre la porta, avverte un senso di stanchezza e la tristezza delle consuete delusioni.

Una prima sorpresa la attende: la mamma non è più nervosa ma sorridente: "Olga ce l’hai fatta!! Sei stata ammessa all’anno successivo!!!”

Lei non sa se piangere o ridere, è felice per la mamma, ma sarà in grado di affrontare le difficoltà che l’aspettano??

Ecco che improvvisamente suona il campanello, Olga va ad aprire e il postino le consegna una raccomandata, è per lei. Olga la apre e sulla busta bianca rimangono le impronte delle sue dita sporche di polvere. Il foglio interno riporta lo stemma della scuola di danza, ha tutta l’aria di essere una comunicazione ufficiale però è scritta a mano. Comincia a leggere:

"Cara Olga,

Sono lieta di comunicarti che ti ho scelta, tra tutte le allieve del corso per un’esibizione molto importante che rappresenta la nostra scuola al festival della danza fra due mesi circa.

Sarai protagonista dello spettacolo insieme all’allieva Bruni.

Sono sicura che il vostro duetto sarà immediatamente e ti ripagherà per tutti i sacrifici e l’impegno che hai dimostrato nel corso dell’anno.

Tu non sei perfetta ma il tuo modo di danzare è pieno di vita e di entusiasmo.

Conto su di te.

 

Madame.”

 

Olga rimane immobile, come se fosse fulminata ma stavolta è la gioia che l’ha raggiunta.

Olga non le sembra più un nome troppo corto e troppo banale, è lei che si chiama Olga e ne è fiera.

4° classificata:

Torricella Viola

 

“Lo Hobbit” di J. R. R. Tolkien Casa Editrice Mondadori 1986.lo-hobbit

 

 

La freccia nera schizzò via dalla corda, puntando dritta alla zona scoperta sulla sinistra del petto del drago, ma mancò l’obiettivo per un soffio. Il drago si infuriò molto dopo quell’attacco e produsse una fiammata così potente che distrusse la città e dei suoi abitanti se ne salvarono ben pochi.

Il drago, mentre la città bruciava, aveva intrapreso la strada per la montagna, dove aveva un conto in sospeso con i nani.

Intanto Bilbo e i suoi amici erano nella stanza del tesoro, dove lo hobbit aveva trovato l’archepietra. Thorin era il più euforico e non vedeva l’ora di portare via tutto il tesoro.

Bilbo, al contrario, era preoccupato e sentiva che stava per accadere qualche cosa di terribile.

All’improvviso si sentirono dei rumori provenire dall’esterno, quindi tutti corsero a nascondersi, ma era una mossa inutile visto che il drago riusciva a fiutarli. Infatti, quando il drago entrò nella stanza del tesoro, solo i più veloci erano riusciti a trovarsi un nascondiglio, ma Smog urlò: -Sento il vostro odore, nani e sento anche il tuo, Cavaliere del Barile.

Stava prendendo fiato per fare uscire una fiammata immensa, quando Bilbo si alzò e disse: - Fermati, o possente smog, se tu farai uscire dalla tua enorme bocca una delle tue potentissime fiammate, non danneggerai solo noi, ma scioglierai anche il tuo preziosissimo tesoro.

Il drago, che in effetti non ci aveva pensato, si sentì molto stupido e si fermò sul posto per pensare ad un modo per ucciderli. Bilbo, senza pensarci su molto, prese la mira nella zona scoperta sulla sinistra del petto del drago e gli scagliò contro l’archepietra, che lo colpì, ma si distrusse in mille frammenti. Il drago stramazzò a terra, però cadde proprio sopra alla brocca d’argento, dove si era infilato il povero Bombur. Egli, non riuscendo ad uscire perché la sua enorme pancia si era incastrata, rimase schiacciato dal peso del drago e fece la più stupida e brutta fine che un nano potesse mai fare.

I nani non si erano resi bene conto dell’accaduto, ma Thorin si accorse subito di una cosa: l’archepietra era andata distrutta. Alcuni nani avevano cercato di soccorrere Bombur, altri invece erano andati a congratularsi con Bilbo. Thorin era infuriato: Bilbo non solo non gli aveva detto che aveva trovato l’archepietra, ma l’aveva anche distrutta.

Quello che venne dopo fu un periodo di litigi e di guerre per il tesoro e, nonostante il drago fosse morto, ci vollero anni prima che le terre e i popoli vicino alla montagna trovassero unpò di tranquillità e di pace.

4° classificata:

Fornasari Erika

 

“Speciale Violante” di Pitzorno Bianca Casa Editrice Mondadori 1989Speciale violante

 

 

<<E va bene!>> sbuffò scocciata Scintilla <<E va bene! La farà lei la mia parte per stasera! Tanto alla fine dovrà solo sfilare in una viuzza di un paesino dimenticato da tutti e frequentato da poca gente…e tra tutta le persone del pese solo due o tre guarderanno la mia telenovela!!>> esclamò arrabbiata Scintilla. Dopo di che fece per andarsene quando Barbara, preso il dovuto coraggio, rispose:<<Non è vero cara Scintilla ti sbagli eccome…prova a fare un giro per il paese mentre alla TV passano le tue puntate troverai un sacco di gente incollata al televisore a partire da mia zia Elvira, dalla mia amica Valentina, alla Lisetta del bar!!>> replicò Barbara <<e comunque se proprio non ti va di sfilare stasera perché vuoi attenerti alle regole del tuo amico Ugo…fai pure sfilerò io al tuo posto:lo farò  con onore, con gioia e con passione!!!

Scintilla Luz senza più dire una aprola e ancora scioccata dalla "predica” di Barbara che lei considerava una ragazza tranquilla, uscì sbattendo la porta anzi il portone alle sue spalle. Alfonso prese quel gesto un po’ maleducato per un va bene e assunse definitivamente Barbara per quella serata un poco speciale per tutti i cittadini di Dorgo. Così il momento tanto atteso da tutti arrivò e giunti alla sfilata dei "telenovellari” toccò a Barbara guidare il corteo. Le era stato spiegato più e più volte la strada da fare e Barbara era sicura di non sbagliare quel tragitto poiché conosceva quel paesino quanto le sue tasche. E infatti…la strada non la percorse giusta ma alla perfezione fermandosi nei punti prestabiliti dalla cartina creata quello stesso pomeriggio con l’aito della nuova Violante. Barbara aveva il cuore che le batteva a 1000 o forse di più…sudava ed era emozionatissima!!! Per una sera si era sentita fin troppo osservata. Il flash delle macchine fotografiche le provocava un bruciore agli occhi, il vestito le stringeva un po’ in vita, e poi Barbara non era una ragazza abituata a portare i tacchi alti e con quelle scarpe non si sentiva tanto stabile!!! E se fosse inciampata??? Era nel completo pallone…in quel momento le sarebbe piaciuto scavare un buco, andarci dentro e uscire l’indomani mattina. Ma gli sguardi e le voci delle sue amiche sedute in 1^fila che la incitavano la fecero sentire più forte…il vestito non stringeva più, il cuore sis tava calmando e le scarpe non erano poi così tanto alte come le sembravano prima!!! Era un traguardo…Barbara era riuscita a superare le sue paure…ce l’aveva fatta!!! Erano state le voci delle sue migliori amiche!!! La serata proseguì velocemente ballando, cantando, scherzando ma soprattutto si concluse con un colpo di fulmine. E sì…Barbara aveva fatto conquistate!!! Wolf si era dichiarato quella stessa sera…in privato…l’aveva chiamata da parte su un muretto era buio, il vento le faceva ondeggiare i capelli in modo irregolare, stare da solo con lui non le faceva battere forte il cuore glielo faceva battere fortissimo, la sua vicinanza significava protezione, affetto ma soprattutto stava a significarle che lei non era così brutta come a volte si vedeva nello specchio.

Erano soli…solo la musica serviva a riempire quel silenzio fra i due…che non esitavano a lanciarsi occhiate amorose e a coccolarsi. In quel momento Barbara qusi istintivamente chiese a Wolf:─Ma saresti disposto a fare tutto quello alla…─ Wolf non le diede il tempo di finire di parlare, forse aveva capito cosa voleva chiedergli, forse no ma aveva deciso di baciarla. Era il primo bacio di Barbara…l’avrebbe portato fino alla fine della sua vita nel cuore anche perché un’occasione così di popolarità e di fortuna non l’avrebbe più avuta…e per Barbara quel bacio dava più risposte di tante parole messe insieme…magari di parole dolci di frasi fatte che sul momento piacciono poi ti rendi  conto che non trasmettono niente. La notte sopraggiungeva su Dorgo…la musica si spense…i cittadini si recarono nelle proprie abitazioni…e Wolf accompagnò a casa Barbara ancora nelle vesti classiche di Violante. Giunse la mattina, poi ancora la sera, i giorni passavano, passavano i mesi…poi giunse il momento in cui Wolf fu costretto a tornare al suo Paese. Salutò con rammarico Barbara promettendole di tornare a trovarla ad Alaria. Poi giunse il momento del saluto a Dorgo anche per Barbarella dispiaciuta di dover lasciare quel posto  pieno di ricordi e emozioni belle passate con gli amici, ma soprattutto con il ricordo dell’immagine di Wolf, della sua voce, del suo bacio. Barbara trascorse un inverno freddo giù ad Alaria, ma Wolf durante le feste di Natale mantenne la promessa fatta e andò a trovare Barbara ad Alaria, si fermò da lei alcuni giorni, furono fantastici, si divertirono un mondo. A Barbara sembrava una favola…oppure un sogno irrealizzabile ma allo stesso tempo appena vissuto.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 08:38 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
1° classificato:

Seggiaro Alessandro

 

“La miliardaria scomparsa” di Keene Carolyn Casa Editrice Salani 1996

 

 

Nancy e Claudia si accomodarono nell’ ufficio della Preside,la signorina Grey, per raccontare ciò che era successo.Le due ragazze erano sconvolte , avevano assistito a un fatto di feroce violenza nei confronti della loro amica Veronica.Era la figlia del famosissimo miliardario attore Nicholas Armand che in questo periodo stava preparando il suo prossimo film in Inghilterra.

“Ragazze, vi vedo tese, che cosa vi è successo?” Chiese incuriosita la signorina Grey.”Abbiamo visto Veronica salire su una vecchia Mustang nero, afferrata con forza e fatta salire in macchina con una certa violenza” sbottarono le due ragazze.”E voi non avete fatto niente, non avete cercato di salvarla?” domandò il dirigente scolastico.”Ci scusi signora preside, non abbiamo avuto il coraggio di intervenire, perché avevamo il presentimento che quegli strani individui potessero essere armati e che potessero rapire anche noi.Abbiamo notato, però, che sulla loro divisa era stampata una strana sigla: TREDINOX S.R.L. “ ripresero le due ragazze.” A questo punto ci resta una cosa sola da fare: chiamare la polizia” esclamò la preside.Il colloquio durò un paio d’ ore durante il quale denunciarono la scomparsa alla polizia.Nancy e Claudia sospettavano che i rapinatori avrebbero sicuramente chiesto un ingente riscatto, altrimenti, perché rapire la figlia di un miliardario?Grazie a una ricerca su internet l’ investigatrice scoprì che quello strano nome era il titolo dell’ impresa per cui lavoravano quei bizzarri uomini e riuscì a identificare numero di telefono, indirizzo e tutti i dati relativi a quella società.Il mattino seguente Nancy si diresse all’ indirizzo indicato dal sito internet e quando giunse a destinazione non potè credere ai suoi occhi: era giunta in un set cinematografico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ma certo, adesso era tutto chiaro: il titolare della Tredinox, acerrimo nemico di Nicholas perché, operando nello stesso settore, subiva la sua concorrenza commerciale.Il riscatto richiesto per il rilascio della figlia avrebbe seriamente compromesso la situazione economica della società di proprietà del padre.Spacciandosi per una giornalista, Nancy riuscì ad entrare nell’ edificio ed introdursi nei luoghi privati riservati al personale ; stava procedendo cauta e tranquilla quando all’ improvviso sentì delle urla”Aiuto !!! Aiuto !!!”.Sarà stata la voce di Veronica ? Riuscirà Nancy a liberare la sua amica e a risolvere questo mistero?

2° classificato:

Bertarelli Matteo

 

“La bambina della sesta luna” di Moony Witcher Casa Editrice Giunti Junior 2002la_bambina_della_sesta_luna

 

 

Il giorno prima degli esami Nina capisce che zia Andora è prigioniera da qualche parte nel mondo e che per salvarla dovrà utilizzare i suoi poteri uniti al libro magico. Nina e i suoi amici dopo aver consultato il libro decidono di seguire le indicazioni di quest’ultimo e pensando a qualcosa di tragico riescono a vedere che cosa succederà nel futuro. I ragazzi decidono di andare a salvare Andora, ma dopo il conte Karkon li cattura e cerca di ucciderli dopo averli torturati; richiama l’androide clone e lo sveglia dal sonno artificiale, in poche ore infatti il robot si trova a Toledo.

I cinque amici incosciamente premono uno strano pulsante che disattiva l’androide e, restituendo il cervello ad Andora, scoppia.

La zia libera i ragazzi durante il momento di caos, ma viene fermata dal conte Karkon che la cattura nuovamente; la zia però dichiara di aver messo ordigni esplosivi sul corpo del conte e dice che se non lascia subito i ragazzi esploderà, allora Karkon intimidito decide di liberare i ragazzi, ma subito scompare la zia.

Il giorno seguente Nina non riesce a superare gli esami poiché pensa solo ad Andora e viene bocciata. Al pomeriggio scopre che Karkon ha rubato una preziosa statua e con l’aiuto del libro corre da lui per eliminarlo una volta per tutte; Nina purtroppo è ancora addolorata per la perdita della zia, che, però, ad un tratto ricompare dal nulla e Nina ritornerà felice con la sua adorata zia.

3° classificato:

Cattivelli Simone

 

“Villa Ghiacciaossa” di Hordwitz Anthony Casa Editrice Mondadori 1997villaghiacciaossa

 

 

David bussò alla stanza del signor Kager, che con voce rauca gli disse di entrare. David entrò e guardandosi in giro vide innumerevoli piante, di diverso tipo: alte e basse, con fiori colorati e strani. Quando si girò verso Kager notò che dietro la scrivania stava una pianta più grande delle altre ed era chiamata Carnivorus. Il ragazzo si accomodò su una poltrona e così facendo azionò una molla che lo lanciò via, finendo tra le pungenti foglie della pianta carnivora. In quel momento Kager si alzò e chiese al ragazzo:<<La prof Bower mi ha riferito che hai preso una insufficienza in astronomia. È vero?>>. <<Sì signore>> rispose tremante David. Continuò Kager:<<Come sai, in questa scuola, ogni voto al di sotto del buono è punito, a secondo della gravità, con una "piccola” tortura. Per questo dovrai restare tra i rami della mia amata carnivorus per cinque minuti>>.

<<Lei non può farlo!>> urlò David. <<E invece sì>> rispose tranquillamente Kager. Detto questo la pianta cominciò a muoversi e ferì agli arti, al petto e in viso il ragazzo che urlava a squarciagola…

 

4° classificato:

Cavalli Lorenzo

 

“Il Segreto di mezzanotte” di Deloach Nora Casa Editrice Mondadori 1998segreto_mezzanotte

 

 

Avevo riattaccato da poco quando il telefono squillò. Risposi dalla mia camera pensando che era Shirley che voleva dirmi qualcosa di cui prima si era dimenticato.

-Condi?- chiese una voce familiare, dall’altra parte del filo.

-No- dissi –Sono Simone-

-Può venire Condi al telfono- domandò la voce

-Un attimo e arriva- dissi, appoggiando la cornetta sul comodino. –Lo sceriffo Abe vuole parlarti-

Mamma fece uno scatto ne prese il ricevitore.

-Pronto- disse poi non parlò per diverse minuti. Alla fine salutò e mi passò la cornetta. Il suo sguardo in poco più di cinque minuti era cambiato totalmente.

Poi mi guardò e disse.

-Cricket Childs si è suicidato-

-Perché, perché lei!- chiesi con voce straziante

-È stato trovato su uno scoglio da un pescatore mentre rientrava.

Un colpo alla testa, fatale, cadendo su uno scoglio-.

-È terribile- commentai. Poi chiesi:

-E la bambina?-

-Non si hanno tracce; sembra che sia sparita nel nulla, speriamo non faccia la fine di sua madre-.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 08:29 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009

 

1° classificato:

Contini Paolo

 

“Buon Natale, Valentina” di Petrosino Angelo Casa Editrice Piemme Junior 2001.buon_natale_Valentina

 

 

"Che bello avere una zia così!” pensavo tra me. Sono contenta che zia Elsa trascorra il Natale con noi: zia Elsa ha sempre idee originali che sicuramente serviranno per rendere unica la festa di quest’anno.

Il mio pensiero, però, è sempre rivolto ad Irene: è giusto che ci siano bambini così soli e tristi come lei? È giusto che debba continuare a nascondersi e non possa avere una vita normale con la scuola, gli amici, due genitori affettuosi come i miei?

"Zia Elsa tu ami molto i bambini, cosa pensi di quelli abbandonati che vivono negli istituti? Tu saresti disponibile ad adottarne uno?”

"Certo” mi risponde immediatamente "è già da un po’ di tempo che ci sto pensando e mi sono anche informata per le pratiche necessarie per l’adozione di un bambino. Non dovrebbero esserci problemi per zio Giacomo e per me. Mi piacerebbe tanto avere una bambina proprio come te.”

Queste parole scatenano in me molte emozioni e mi si accende una lampadina nel cervello.

Dovevo agire subito. "Ciao zia, devo andare a fare le ultime compere per il Natale.

Domani è la Vigilia, verrai a casa mia per i preparativifinali?”

"Sicuramente, a domani”.

A passo svelto mi dirigo verso casa di Benedetta. Irene è fuori per compere e ho tutto il tempo di spiegare alla vecchia signora il mio piano: Irene doveva incontrare al più prestp zia Elsa perché avevano bisogno l’una dell’altra. Proprio in quel momento rientra Irene.

"Domani ti aspetto a casa mia per preparare la festa di Natale a cui siete invitate. Non puoi dire di no perché ho bisogno di aiuto. Ciao, a domani”.

Vado a letto a presto, ma non riesco a dormire al pensiero della giornata che mi aspetta.

Riuscirò a far incontrare Irene e zia Elsa? Si piaceranno? E cosa penserà zio Giacomo?

Gli occhi pian piano mi si chiudono.

La mattina della Vigilia di Natale è trascorsa aiutando la mamma nelle faccende domestiche: la sala da pranzo è in perfetto ordine e anche la mia camera non è mai stata così pulita.

Nel primo pomeriggio arriva zia Elsa e, prima ancora che io possa pensare a come organizzare l’incontro, suonadi nuovo il campanello. È Irene con il cagnolino Russel che, tutto emozionato, entra in casa correndo e abbaiando felice. Zia e mamma lasciano la cucina dove si erano ritirate per il caffè e iniziano le presentazioni.

Zia Elsa aiuta me e Irene ad addobbare l’albero ma, appena mi è possibile, le lascio sole.

Cosa succederà tra loro? Cosa ci porterà di nuovo questo Natale?

Mi nascondo dietro la porta della cucina e sento le risate che provengono dalla sala.

Irene è felice.

2° classificata:

Silva Elisa

 

“Il segreto del fuoco” di Mankell Henning Casa Editrice Fabbri 2002.segreto_fuoco

 

 

Il suo nome era Antonio, ma tutte le persone che lo conoscevano lo chiamavano Totio. Era la prima volta che Sofia lo incontrava e aveva paura di fare brutta figura, chiedendo di insegnarle a cucire, senza neanche conoscerlo.

In silenzio, ascoltando, lo guardò meglio, assomigliava a Muazena, sembrava saggio come lei; dalle profonde rughe nel suo viso stanco e i pochi capelli, bianchi e crespi, Sofia intuì che Totio doveva avere molti anni. Era nero, molto alto e magro.

Indossava solo una maglietta bianca a maniche corte e pantaloni blu piuttosto malconci con bretelle trasandate e, come molte persone del villaggio era povero.

Dopo essere fuggito dai banditi era rimasto a vivere nella capanna alle sue spalle con sua moglie.

Tutto questo le raccontò Totio mentre pigiava il pedale della macchina e continuava a cucire senza fermarsi. [….]

Sofia si fece coraggio e parlò:"Vorrei tanto imparare a cucire”

Totio sorrise e Sofia si ritrovò a contargli i denti in bocca: uno. Un solo dente, lungo e stretto, in mezzo alla bocca.

Forse la sua richiesta era tanto inaspettata che faceva ridere.

Si sentì imbarazzata.

Invece Totio, gentile e rispose:"Credo proprio che ti piacerà”.

A quelle parole il cuore di Sofia scoppiò di gioia, poteva mantenere la promessa fatta a sua sorella Maria.

3° classificata:

Rocca Sara

 

“Ehi, niente baci a tradimento! Nuovo diario segreto di una ragazza invisibile” di Lamb Katrin Casa Editrice Mondadori 2003.ehi_niente_baci_a_tradimento

 

 

Quel giorno era una domenica mattina e appena mi alzai credetti sarebbe stata una bellissima giornata (evidentemente mi sbagliavo). Papà ovviamente stava lavorando con il computer nella sua stanza, perché non si sentiva russare e la mia sorellona stava come al solito dormendo perché aveva passato una notte in discoteca come faceva tutti i sabato sera.

Mi ero alzata presto quel giorno, avevo appena finito di mangiare quando papà saltò di scatto fuori dalla sua stanza e urlò:"Alex, ho una sorpresa per te!” (ed io tutta contenta pensai tra me e me "magari un aumento di paghetta, forse potevo passare la notte da Abby….”) ma tutto ad un tratto il mio sogno si smentì perché papà mi comunicò che mi aveva iscritto ad un campeggio nel Nord del Galles (per mio conto fuori dal mondo) che si chiamava "Sport Pong oh quanto mi divertirò”. Per un momento pensai di spararmi ma poi ripensandoci mi venne in mente una brillante idea; magari potevo cercare di convincere i genitori delle mie migliori amiche a lasciarle venire con me ma mi sembrava un sogno troppo bello per avverarsi.

Evidentemente mi sbagliavo perché dopo una settimana di stress i genitori di Abby e Trez accettarono di lasciarle partire con me per una quindicina di giorni. In quei giorno ero molto felice ma anche abbastanza triste per il luogo dove papà aveva prenotato era assolutamente una noia mortale (avevo guardato su internet) con tutti quei vecchi padroni dei bar e le anziane signore che preparavano dei cibi a vista d’occhio ancor più che schifosi; non sapevo se sarei riuscita a resistere.

Abby e Trez erano molto felici di partire con me ma anche loro molto molto preoccupate dopo tutte le schifezze che avevo loro raccontato ma eravamo abbastanza fiduciose per gli animatori e gli istruttori che ipoteticamente speravamo carini.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 08:13 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
1° classificato:

Commi Mattia

 

“Un angelo probabilmente” di Milani Mino Casa Editrice Einaudi Ragazzi 2006angelo_probabilmente

 

 

Quello che non poteva sapere il ragazzo è che il cane era del colonnello dell’aviazione, proprio quello che aveva fatto bombardare la città qualche giorno prima.

 

La storia del cane comincia due anni fa.

Lui si chiama Bouck e all’inizio  la sua vita è stata divertente; giocava con Akiru il figlio del colonnello, viaggiava con la jeep miliare ed incontrava sempre persone nuove, insomma era felice.

 

Quando iniziò la guerra tutto cambiò, Bouck diventò triste; rimaneva con Akiru nello scantinato per fargli compagnia e dargli un po’ di conforto mentre il padre era ad un passo dalla morte in battaglia.

Un giorno il colonnello andò a casa per prendere alcuni oggetti personali e Akiru vedendolo gli corse incontro piangendo.

Ma la guerra non era finita e lui doveva andarsene così, Akiru, gli affida la cosa più preziosa che possiede: Bouck; in questo modo se avesse avuto bisogno di aiuto non sarebbe stato solo.

Il colonnello subito si rifiutò di portare con sé il cane, e mentre discuteva con il figlio, il soldato alla guida della jeep che lo aspettava fuori, cominciò a suonare il clacson.

Così salutò il figlio in fretta e prese il cane scomparendo all’orizzonte.

 

Nei mesi seguenti Bouck vide morte, povertà e disgrazie e questo lo rese triste e duro interiormente.

 

Un giorno il generale decise di bombardare una città per tagliare le vie di fuga e il colonnello diede il consenso.

Non poteva sapere che per errore avrebbero colpito la sua casa dove si trovava suo figlio.

Akiru morì sul colpo e quando il povero colonnello lo scoprì disperato cacciò il cane nella savana.

Bouck gli ricordava suo figlio e lui non voleva rimanere legato ai suoi ricordi per cercare di andare avanti senza soffrire.

Così il cane si ritrovò solo e cominciò il suo viaggio in cera di cibo fino a quando non vide un ragazzo sdraiato a terra incredibilmente rassomigliante al suo amico Akiru.

Era svenuto, gli si accucciò vivino fino a quando non riprese conoscenza.

 

Fu così che cominciò la storia che fece incontrare Bouck e il ragazzo.

2° classificata:

Ghisoni Sara

 

“Harry Potter e i doni della morte” di J.K.Rowling Casa Editrice Salani 2007harry-potter-doni-della-morte

 

 

"[..]una figura umana priva di sensi che, sospesa a testa in giù sopra il tavolo, girava lentamente, come attaccata ad una fune invisibile[..]”

L’insegnante, priva di sensi, rifletteva intanto sulla sua scelta..

-Dannata me e la mia stramaledettisma idea di insegnare a Hogwarts gli "usi e costumi babbani!” Una materia più normale, da maghi insomma, non me la potevano scegliere??

Eh no, perché è la mia natura andare contro il volere dei miei genitori. Mi ricordo tutto esattamente, come fosse ieri…

Avevo 18 anni, quasi tutti passati a studiare l’arte delle pozioni (per due anni ho frequentato anche dei corsi di Cura delle Creature Magiche), convinta dai miei genitori ad insegnarla ad Hogwarts (Ah magari! Almeno avrei fregato la cattedra è quel pitone/vipera di un Piton!). invece improvvisamente mi sono sentita attratta dal mondo dei babbani, anche perché uno di loro, un certo Di Caprio se ricordo bene, mi aveva fatto perdere (all’epoca di Titanic: film babbano fantastico tra l’altro) la testa (non al livello di Nick-quasi-senza-testa però!).

Naturalmente andavo contro tutte le regole, specialmente quelle stabilite dai miei genitori, ma cosa ci dovevo fare?? Ero solo una ragazzina a quei tempi…Ahhhhh che bei tempi..

Comunque tornando al perché decisi di insegnare questa materia, dicevo che mi ero appassionata a babbanologia e quindi feci tutti gli studi necessari per poi poterla insegnare (più qualche specializzazione in meccanica, informatica e, il mio fiore all’occhiello, cucina…quella italiana poi…mmmm). Però non ne avevo valutato le conseguenze! Infatti questo piccolo grande dettaglio che mi era sfuggito (chissà dove poi) in questo momento mi costerà la vita.

Allora se per sbaglio, prima di uccidermi, dovessero chiedermi di dire le mie ultime parole…

Bhè maghi e maghe, babbani e babbane, mezzosangue e animali di ogni genere: se avete anche voi il desiderio di insegnare "usi e costumi babbani, magari in una scuola prestigiosa come Hogwarts, magari con un preside preparato come Silente, magari con dei colleghi simpatici come Piton, magari con allieve come la Granger, che vi darà tante soddisfazioni senza dubbio…ebbene…

fregatevene della scuola prestigiosa, fregatevene del preside preparato, fregatevene dei colleghi simpatici, fregatevene delle allieve preparate, fregatevene delle soddisfazioni che riceverete, fregatevene soprattutto del vostro desiderio di insegnare "usi e costumi babbani” e pensate alle conseguenze!!

Come un orologio sincronizzato perfettamente ecco scoccare l’ora, il minuto, il secondo…

"[..] Charity si ritrovò a guardare Piton, che le restituì lo sguardo, impassibile, mentre lei continuava a girare lentamente.

<Avada Kedavra!>

Il lampo di luce verde illuminò ogni angolo della sala. Charity crollò con uno schianto sul tavolo, che vibrò e cigolò. Molti dei Mangiamorte balzarono indietro nelle sedie. Draco cadde dalla sua.

<La cena, Nagini> sussurrò dolcemente Voldemort, e l’enorme serpente strisciò giù dalle sue spalle sul legno lucido[..]”

 

3° classificata:

Mignani Agnese

 

“Mamma sei trendy come una patata” di Cody Kimmel Elizabeth Casa Editrice Mondadori 2006mamma_trendy_patata

 

 

Mia madre! Ma questa non è l’unica cosa che rende mia madre unica nel suo genere, si può dire un "vero e proprio pezzo unico dell’umanià” e non è la prima volta né l’ultima che ha rifatto il letto di una stanza d’albergo. Ricordo che una volta avevo otto anni ed ero andata in vacanza con la famiglia della mia migliore amica, in montagna, e alla mattina avevamo deciso di fare un escursionepresto, alle sette. Eravamo tutti pronti con l’attrezzatura da montagna e il cesto da pic-nic, tutti tranne lei. Era ancora vestita con la casacca del pigiama e con i jeans (almeno si era cambiata i pantaloni!) che stava facendo il letto, rimboccando le coperte e scrollando i cuscini dalla finestra! Io dico non le basta stufare me o deve anche togliere il lavoro alle gentili signore delle pulizie?!

Dopo mezz’ora di attesa finalmente eravamo pronti tutti. Quando eravamo arrivati al tavolo da pic-nic, una bellissima area verde e incontaminata, mia madre, no dico MIA MADRE ha apparecchiato con delle stupidissime tovagliette con disegnati tre cuccioli di daini il povero tavolo in legno del parco; si era portata dietro mezza cucina: era piena di contenitori di plastica, circa una quindicina, perché diceva che ogni cibo doveva mantenere la propria freschezza e le proprie (proprietà nutrizionali?) senza quindi essere mischiato con tutti gli altri; aveva portato la citronella antizanzare, una decina di posate diverse e altre cianfrusaglie varie lasciando tutte le altre persone sedute agli altri tavoli a dir poco sconvolte! Lei non capiva perché tutti la guardassero in quel modo, essersi portata dietro tutta quella roba le sembrava una cosa normale, da tutti i giorni!

 

Parlando di mia madre, altre sono le cose veramente imbarazzanti che è in grado di compiere quando è veramente in se stessa, ad esempio quando andiamo al supermercato o a fare shopping nei negozi che piacciono a me(e non nei negozi di antiquariato o dove si vendono quella sottospecie di vestiti del settecento che porta lei). Quando siamo al supermercato continua a chiedere alle cassiere se il prodotto è di origine controllata, da dove proviene ecc, ecc ignorando l’esistenza dell’etichetta; anche quando siamo nei negozi di abbigliamento o di scarpe continua a chiedere se sono prodotti fuori dal nostro stato o se sono stati prodotti con materiali sintetici e ogni volta che le dicevo di leggere le sue benedette informazioni sull’etichetta lei mi risponde che non c’era nulla di male a chiederle direttamente alle commesse o alle cassiere per avere un’informazione in più (dico ma non si accorgeva di essere ridicola e di mettere la figlia in imbarazzo davanti a tutti gli altri clienti?).

 

Un’altra cosa che non sopporto di mia madre è che non mi permette di mettermi neanche un filo di trucco, voglio dire che mi basterebbe anche un filo di ombretto e un po’ di mascara sulle ciglia…no, neanche quello perché dice che sono materiali tossici, vi rendete conto?

 

Questa è mia madre, naturalmente ha anche tanti pregi, però a volte sa essere estremamente assillante e piena di piccole manie, che darebbero sui nervi anche allo yogista più bravo del mondo!

 

4° classificata:

Soressi Corinna

 

“Un angelo probabilmente” di Milani Mino Casa Editrice 2006angelo_probabilmente

 

 

Maria è una bambina intorno ai sette, otto anni massimo ed è vittima della guerra. La sua pelle scura e liscia è piena di polvere, nei folti capelli neri e ricci honotato qualche scheggia di legno o erba secca, i suoi occhi sono neri come il carbone e guardano nel vuoto: è chiaramente terrorizzata, il fuoco, lo scoppio, la terra per aria erano nei suoi occhi di bambina. Forse non si era ancora resa conto che l’aver preso in mano una bambola trovata nella strada dove vendeva le cianfrusaglie del padre, le avrebbe cambiato la vita per sempre. Rimase mutilata: senza gambe. La prima volta che la vidi era su un montacarichi e mi dava l’impressione che il suo dolore fisico fosse nulla rispetto all’angoscia che provava per la mancanza della sua casa, della sua famiglia, del gioco insieme agli altri bambini, innocenti vittime proprio come lei. Non ho mai sentito la sua voce ma l’immagino dolce e roca, coem se avesse la gola secca e la bocca piena di tagli: chissà da quanto tempo non beveva…

Purtroppo so com’è sentirsi isolati ed emarginati dal resto della popolazione che ha una casa, una famiglia, gli amici, mentre tu non hai niente, neanche il tuo nome; ma Maria era rimasta senza una parte fondamentale del suo corpo che l’avrebbe aiutata a rifarsi una vita: sarà costretta a rimanere su una carozzina o con delle gambe di legno, a causa del suo handicap dovrà farsi accompagnare da una pesona che la porti in giro, difficilmente troverà un lavoro e sarà costretta a vivere in quelle case dove mandano i poveri. Non riesco a capire perché, anche se mi trovo in una situazione simile, questa ragazza mi provoca un sentimento di tristezza e malinconia che mi porta alle lacrime: il viaggio che la mia mente compie quando penso o cosa potrebbe succederle in futuro è straziante e a volte mi sveglio nel cuore della notte completamente bagnata di sudore freddo che mi dà molto fastidio ma quasi non me ne accorgo perché l’incubo dal quale mi sono appena liberato era ben peggiore. Probabilmente potrà andare a fare la comparsa in quei talk-show dove vanno le vittime della guerra, andrà a rendersi una buffona davanti a tutta Europa per riuscire ad andare avanti: probabilmente potrebbe trovare soddisfazione, ma è meglio uno psicologo che uno studio televisivo dove la gente ti critica e ti giudica in nome dell’audience. Forse mi provoca questo sentimento anche l’affetto che ho per Cristina:lei tiene moltissimo a questa bambina e io non posso fare a meno di cercare di rendere la sua vita quantomeno migliore di com’è adesso; forse lo faccio anche per me. Io ho trovato tutto nella mia vita da orfano: un’istruzione, un lavoro, una gran carriera e con i soldi che ho posso avere tutto quello che voglio, probabilemnte mi mancava l’avere dei problemi per impedimenti fisici ed economici e aiutando Maria è come se tornessi indietro: è doloroso ma piacevole. Spero che la vita di questo  corpicino coperto di stracci possa cambiare per il meglio: la porterò in Europa, le farò ricevere le cure migliori e, ovviamente, porterò anche Cristina; ma i bambini che sono qui? Kito e Vum?

È una decisione così difficile…Ma io sono forte: potrei salvare tutti, fare come una grande casa-famiglia in Europa. Sì, sarebbe proprio una bella idea: Maria potrebbe avere meno tormenti e avrà le migliori attenzioni.

 

4° classificato:

Burgazzi Flavio

 

“L’ultimo orco” di De Mari Silvana Casa Editrice Salani 2005ultimo_orco

 

 

Ven. Si chiama così. Per il Giudice è Ventus, per gli amici Ven, per chi non la conosce è la donna con la gonna verde. Il verde è il suo colore. Nessuno sa molto di lei:conosce molto bene Rugiada, ha una passione per i mercenari ed è riuscita a nasconderla per tutti i suoi 26 anni. È intelligentemente riuscita a nascondere i suoi sogni, perché una legge dell’amato Giudice Amministratore decideva che ai mercenari è vietato il matrimonio. Ora però aveva due buoni motivi per farsi avanti: il beniamino Giudice, la sua scorta e tutti i nobili di Daligar in quel momento erano ad Alyil, l’imprenditore città falco, tra le Montagne del Nord, e Lisentrail, caporale della cavalleria leggera, con ben poche probabilità sarebbe stato ancora mercenario. Il caporale, con tutti quei denti e dita mancanti, aveva sempre sognato e sempre rinunciato all’amore, tanto da non accorgersi di quella donna, che da sempre lo aveva come oggetto delle sue speranze. Quella donna, con il viso paffutto diviso dalle lacrime, ora gli accarezzava la mano libera e baciava i punti in cui le tenaglie del boia avevano avuto la meglio.

Ven ha passato una vita a contatto con i mercenari di Daligar, per volere di chi la aveva in custodia o per fortuite vicende.

Lei è una di quelle che seguiva Rankstrail tra le risaie nelle notti d’estate, lei è stata mantenuta da Rugiada, Signora del popolo dei Nani, quando i genitori sono partiti per la città istrice e mai più ritornati. È grazie a Rugiada che ha di nuovo incrociato i mercenari nelle terre meridionali. Una di quelle pastorelle che ritornarono alla notizia che quelle colline erano state bonificate. Una di quelle donne che vennero istruite , su volere dell’Orso, sul mestiere delle armi. Fu quella la prima volta che vide Lisentrail, di qualche anno più vecchio di lei, probabilmente. Si interessò con disprezzo e pregiudizio alle non poche mutilazioni subite da quell’uomo, o ragazzo che fosse. Capì ben presto, a differenza dei suoi coetanei, che quei segni non erano solo segni di stupidità per aver rubato ed essersi fatti pure beccare. Erano i segni che un uomo ha rubato per i suoi compagni, o che si è fatto passare per il ladro che ne è uno dei suoi commilitoni. I caporali, qualcuno almeno, fanno così.

Così però son solo i mercenari, quelli in capo alla fanteria leggera, mica i nobili, che se li beccano poi vengono degradati. I mercenari hanno solo l’onore e i compagni. I fanti e cavalieri pesanti, quelli delle famiglie ricche, possono anche giurare sull’onore il falso; i mercenari se giurano sul loro onore c’è da fidarsi, perché mica ci tengono tant’altro. Ven è molto intelligente, per aver fatto tutto questi collegamenti; o forse ha solo capito molto dalla vita; ma il risultato alla fine è lo stesso.

Ha passato tutta la sua giovane vita a sperare di rincontrare quel caporale che le hanno salvato a vita. Non avrebbe mai pensato però che ci sarebbero ricongiunti in una città assediata difesa solo dai suoi idoli. Una città da cui non c’era scampo. Ci sarebbero morti tutti dentro. Tanto valeva farsi avanti…

Per tutti i mesi di assedio aveva sempre rinunciato all’idea di fare il primo passo. Aveva troppa paura per lei – si stava facendo beffa di una legge del Giudice – e per il caporale – sarebbe stato schernito dai compagni, che lo avrebbero visto come un vigliacco che rinuncia alla guerra per stare con una femmina. Ormai però i compagni di Lisentrail non erano troppo vivi; gli unici che si sarebbero permessi di sbeffeggiarlo erano i mercenari più anziani, quelli che avevano ricevuto il primo soldo con lui.

Tutti tranne Rankstrail però erano a terra in quel momento, a sputare saliva e sangue. Non avevano tempo per deridere un compagno. Non avevano il tempo per respirare, certo non si sarebbero messi a far dell’ironia.

Dopo tutti questi ragionamenti, si è lanciata su Lisentrail. E piangeva. Piangeva perché era troppo tardi. Questo quasi non respirava davvero. Vide arrivare, su ordine dell’Orso, un uomo, che riconobbe come il medico dei mercenari, e Dama Aurora, quella che aveva salvato la vita almeno due volte a tutti. Forse c’era qualche speranza.

Lisentrail visse ancora. E Ven con lui. Si trasferirono a Varil, dove vennero accolti con grande pompa come difensori del mondo degli uomini. In effetti suo marito aveva davvero salvato tutti. E, alla fine, aveva sposato lei.

Più ci pensava e più diventava felice. Come un fringuello. Rankstrail gli aveva trovato una piccola reggia nella cittadella, ormai erano una delle famiglie più importanti della città Airone.

Nascevano, circa 30 anni prima, come figli di contadini.

Vivevano la loro adolescenza nei campi di patate l’una e sul campo di battaglia l’altro.

Moriranno nella Cripta dei Re.

Destino e Fato probabilmente non esistono e ancora più probabilmente sono più subdoli di quel che ci possiamo immaginare. Ma ogni tanto, per sbaglio anche, accontentano il mondo.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 08:03 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
1° classificato:

Villaggi Luca

 

“Verdi di Paura, Morti dal Ridere di Gudule Casa Editrice Mondadori 2003verdi_paura_morti_ridere

 

 

“Racconto un episodio in maniera diversa”.

 

Come reagire se, nonostante le precauzioni, ti ritrovi prigioniero di questi sconosciuti provenienti da un altro mondo ?

 

Prima di tutto, è ESSENZIALE essere certi di essere stati davvero rapiti da un disco volante alieno o da una discoteca tecno volante aliena.

Nel primo caso ingegnati e trova il modo di scappare.Un po’ difficile, se consideri che gli extraterrestri sono esseri provenienti da un pianeta a noi sconosciuto, dove hanno sviluppato una tecnologia mille volte migliore della nostra e un metodo per sconfiggere una volta per tutte l’ incubo delle zie Adele extraterrestri. Prova a pensarci, solo il pensiero che i tuoi rapitori possiedono le conoscenze per sconfiggere le zie ti fa già sentire in completa inferiorità, no ?

Nel secondo invece hai due alternative : o balli bene, e di conseguenza tutti i giovani extraterrestri ti stimeranno così tanto al punto di portarti sul loro pianeta dove probabilmente passerai il resto della tua vita insegnando il ballo ai neonati extraterrestri, oppure balli male, e di conseguenza i buttafuori ti porteranno su di un altro disco volante dove verrai trasformato in zia Adele e passerai il resto della tua vita a guardare i film di Leonardo di Capriccio e a tormentare Giocondo il ragazzino biondo … pensaci bene, forse è il caso di ballare bene !

Come distinguere un disco volante alieno da una discoteca tecno volante aliena ?

In una discoteca tecno volante aliena ci sono generalmente : due buttafuori extraterrestri, un dj extraterrestre, un barista extraterrestre che serve succo di cavoli al sugo di pomodoro extraterrestri, giovani extraterrestri che si divertono a ballare.

In un disco volante alieno ci sono generalmente : un capo pilota extraterrestre, due piloti extraterrestri, un gruppo di apprendisti piloti extraterrestri che fingono di seguire le lezioni del capo pilota mentre giocano all’ ultimo successo dell’ elettronica extraterrestre (Trasforma Zia Adele In Cavoli Al Sugo Di Pomodoro Prima Che Rapisca Giocondo Il Ragazzino Biondo E Che Venga Salvata Da Leonardo Di Capriccio ), vari plotoni di guerrieri extraterrestri, vari plotoni di guerrieri robotici extraterrestri, le zie Adele extraterrestri prigioniere pronte a venir trasformate in cavoli al sugo di pomodoro extraterrestri.

2° classificata:

Magni Elisa

 

“Dov’ è finito il cervello del nonno ? di Bruce Coville Casa Editrice Feltrinelli 2000dov

 

 

“Evento che racconto in maniera diversa : Il ritrovamento del Nonnesco Uno”.

 

Il Nonnesco Uno è scomparso ! – disse affannosamente.

Stavo per morire ; come era possibile che avessero rubato il Nonnesco Uno ! ? !

La cosa più importante era ritrovarlo, prima che il Padre lo venisse a sapere.

Ad un tratto sentii uno strano rumore provenire dall’ alto … alzai gli occhi e vidi sopra di noi un enorme disco volante che stava per atterrare nel giardino della scuola.

Pochi secondi dopo era fermo, immobile, poi improvvisamente la porta della navicella si spalancò.

Da lì uscì qualcuno … mi sembrava di averlo già visto … aveva un’ aria familiare.

Poi si avvicinò lentamente e capii che era Maktel Geebrit, il mio migliore amico su Hevi – Hevi.

Ci abbracciammo, e subito dopo, una massa di ragazzi ci circondò per capire cosa stesse succedendo.

Io presentai Maktel ai miei amici che rimasero stupiti nel vederlo : Maktel era un alieno della mia età, basso, cicciotto, con la pelle blu tendente al viola e con la solita “antenna” sulla testa, ma quello che aveva di particolare erano le mani, due piccole manine che potevano trasformarsi in qualsiasi cosa.

Immediatamente divennero un apparecchietto che noi Hevi – Heviani chiamiamo “ radar cerca Hevi – Heviani”.

Capii subito a cosa potesse servire  pronunciai la parola magica : - inaiveH –iveH !

Davanti a me si aprì uno schermo con sotto un piccolo spazio su cui scrissi il nome di Nonnesco Uno, così comparve la mappa della scuola con un puntino rosso che si muoveva continuamente.

Capimmo tutti che si trattava di lui. L’ insegnante ordinò alle guardie di prendere il Nonnesco e colei o colui che lo aveva rapito.

Pochi secondi dopo le guardie uscirono con il Nonnesco e Brianna, che, confessando di essere una giornalista in cerca di notizie su Hevi – Hevi, venne condannata a 1 anno di prigione.

Io ringraziai Maktel per tutto.

Desideravo che rimanesse con me un po’ di mesi, ma, qualche giorno dopo, dovette tornare su Hevi – Hevi, promettendomi che un giorno sarebbe tornato …

3° classificato:

Periti Francesco

 

“1000 Motivi per non baciare” di Hortense Ullrich Casa Editrice Buena Vista 20061000_motivi_per_non_baciare

 

 

“Sviluppo del personaggio : Ludmilla”.

 

Ludmilla la casalinga dei Kornelius è una tipa alta e grassa, sotto il grembiule porta sempre degli abiti neri, le sue orecchie sono ricoperte da piercing ( come il naso e la lingua) ; i capelli sempre raccolti, il rossetto color sangue, le dita colorate di uno splendido nero brillantino.

In verità Ludmilla si chiama Kelly ed è un’ agente segreto dell’FBI.

Mentre lava, cucina, prepara, riordina la casa dei Kornelius si dà da fare per investigare su un difficilissimo caso : assassinio del suo capo, ucciso strangolato.

Per cercare indizi si traveste in vari personaggi , non deve essere assolutamente scoperta, perché molti suoi compagni investigatori sono stati smascherati dai nemici e poi uccisi.

Kelly nel suo tempo libero cerca segretamente prove fuori casa, soprattutto nei vicoli stretti e bui, dove si ha più paura, dove di solito si nascondono i malviventi.

Il suo scopo principale è quello di trovare l’ assassino.

I suoi abiti nascondono delle tasche grandi e spaziose, dove camuffare pistole, coltellini, e strani aggeggi tecnologici che molte volte le hanno salvato la vita.

Kelly si potrebbe paragonare a “Lara Croft” ( “Tomb Raider”) per il suo modo di fare e di agire nelle diverse situazioni.

Oltre a Kelly molti altri agenti stanno indagando su questo caso come la polizia di New York.

Chi risolverà il mistero tra l’ FBI prenderà il posto di Rowerd ( il capo ).Kelly deve farcela.

 

4° classificato:

Perazzoli Paolo

 

“Il misterioso viaggio nel Medioevo” di Georg Maag Casa Editrice Topo di BibliotecamisteriosoviaggiomedioevoS

 

 

Francesco fischiò ammirato.Non parlò, ma per un po’ di tempo pensò intensamente a quello che poteva accadere bevendo quel liquido, immaginò le cose più strane come incontare Harry Potter che gli avrebbe insegnato la magia ( cosa che lui sperava vivamente essendo suo fan ), essere catapultato in un’ altra dimensione, diventare un supereroe che la gente ammira perché combatte contro i super cattivi oppure diventare ubriachi e cantare : OH ! Susanna.

Dopo qualche ora abbandonò quel pensiero e come si usa dire si mise l’ anima in pace.

 

4° classificato:

Volpi Davide

 

“Faccia da iguana” Contaldo Frassinetti.  Casa editrice Edizioni EL 1997.faccia da iguana

 

Capito 10 – pag.35. riga 13-26

 

 

Gli impertinenti ragazzini iniziarono a volteggiare intorno a Gianni con i loro rumorosi motorini come voraci avvoltoi. Gianni in quel momento era perso, non sapeva proprio che cosa fare, e allora pensò: “Se scappo quelli mi inseguiranno come forsennati, anche in capo al mondo e se cerco di risolvere la questione verbalmente quelli inizieranno a pestarmi”.

Ma a Gianni capitò un vero colpo di fortuna: un anziano signore che abitava in un condominio lì vicino , anche se un po’ sordo aveva udito e intuito che quel povero ragazzo, Gianni, aveva bisogno di aiuto. Così il vecchio, armatosi di scopa, si sporse dalla porta dell’edificio e agitando “l’arma” iniziò ad imprecare contro i bulletti: “Se non ve ne andate vi sistemo per le feste, fatevi sotto prepotenti!!”. I molesti ragazzi, anche se non intimoriti  nei confronti dell’anziano, fuggirono per paura che il vecchio avesse avvertito i carabinieri.

Scappati i ragazzi, il vecchio chiese a Gianni se necessitava d’aiuto, ma Gianni irriconoscente e maleducato rispose all’anziano, di non averne bisogno. Il signore anziano, stizzito, lo osservò per un attimo con lo sguardo severo e intimidatorio e se ne ritornò dentro il condominio.

Gianni, restato solo, con incredibile velocità, si diresse verso la piazzetta centrale del quartiere.

 

4° classificato: spaghetti_thriller

Chiesa Paolo


“Spaghetti thriller” – Christamaria Fiedler – Casa ed.: Ed. Sonda 2006

 

Evento raccontato in maniera diversa. Pag, 33 , riga 23

 

Isy stava dormendo, e mentre anche Amanda si stava addormentando un rumore assordante ruppe il loro sonno facendole spaventare. Isy si infilò le ciabatte e scese le scale, velocemente, quasi scivolando, dietro di lei  c’era proprio  Amanda che l’aveva inseguita in punta di piedi per fargli paura. Il rumore proveniva dalla finestra della  cucina, Amanda si spaventò e si abbracciò con Isy, che avrebbe voluto essere nel letto a dormire con le coperte calde e il pigiama colorato., mentre Amanda avrebbe voluto essere ai Caraibi sotto il sole cocente e a tuffarsi nel mare lucente e caldo, per divertirsi come una matta. Invece erano tutte e due lì abbracciate per farsi coraggio ad aprire quella finestra che sembrava la porta dell’inferno, in quel momento ci fu un altro botto che le fece balzare indietro, pensando che ci fosse un ladro o un alieno, girandosi videro un’ombra sulla finestra ma era solo l’ombra di un albero che si era appoggiato al vetro della finestra per colpa del forte vento. Questo scenario le faceva pensare a un film horror , quindi al loro personaggio preferito cioè Dracula, il signore dei pipistrelli e dei lupi mannari che le  ha appassionate fin da piccole, proprio pensando a questo trovarono la forza di aprire la finestra e ebbero una sorpresa , infatti non c’era un alieno o un ladro, ma un bellissimo gatto certamente perso da qualcuno.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 07:56 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 26 giugno 2009
1° classificata:

Nani Lucrezia

 

“Principi azzurri e Troll in rosa” di E. d. Baker Casa Editrice Piemme 2007principi azzurri e troll in rosa

 

 

… Riuscì a staccarla con una sola chela e ……………….

Un mondo magico si aprì davanti ai suoi occhi e alla sua bocca spalancata … C’ erano immensità di fiori incastrati l’uno nell’ altro dalle splendide sfumature dell’ arcobaleno, ruscelli e fiumi dal fondo sabbioso dotati di idromassaggio da cui fuoriuscivano bolle argentee, alberi di tutti i tipi possibili con rami dorati e foglie colorate su cui poggiavano dei magnifici uccelli dalle piume cristalline detti “Fortunelli” perché parevano portare fortuna !

Spiccavano poi tra le fronde degli alberi meravigliose cascate inesauribili di dolci, formaggi, carni e primi piatti.

Achille seguito da tutti i suoi amici vi si addentrò e senza nemmeno aprire bocca iniziò a scivolare a destra e a manca, si rotolò, si tuffò e trovò perfino un’ altra granchietta sul fondo di un ruscello che sembrava lo aspettasse …

Nina Puzzina, un po’ spaventata, svolazzando in quella magica atmosfera e borbottando fra sé come potesse accadere tutto ciò, rimase a guardare il paesaggio.

Per ultimi Emma e Genio, valicando la soglia si chiedettero se fosse stato più opportuno tornare indietro ma non riuscirono a frenare la costante tentazione di toccare quei magnifici fiori, sfiorare quell’ incantevole acqua argentata e farsi due passi nella foresta.

Tutto questo sembrava loro un sogno, frutto della loro immaginazione … ma ben presto la magia lasciò il posto alla realtà perché Emma, di lì a poco, non potè fare a meno di ricordare che Alceste era ancora tra le grinfie della perfida “Regina dei Troll”.

Così l’ istinto di liberarlo prevalse in Lei e a malincuore decise di riporre la magnifica gemma … decretando la fine di quel viaggio fantastico!!!

2° classificato:

Fugazza Riccardo

 

“Odissea – Le Avventure di Ulisse” di Omero Casa Editrice Dami Editore 1987 – Milanole avventure di ulisse

 

 

Leggendo “Le avventure di Ulisse” del poeta Omero mi è capitato di essere affascinato dal racconto del ciclope Polifemo.Questi era un pastore che viveva con i suoi consimili su un’ isola lussureggiante nel mezzo del Mar Mediterraneo.

Era un pastore un pó strano perché aveva delle misure straordinarie e un occhio solo in mezzo alla fronte.

Era un allevatore formidabile e sapeva trasformare il latte munto delle sue greggi in caciotte di formaggio gustoso.

Era anche un abile viticultore : il terreno calcareo e un clima speciale apportava al vino ottenuto una fragranza e una dolcezza divina.

Una volta alla settimana Polifemo si recava al mercato sulla terraferma dove poteva barattare i prodotti della sua isola con vesti, viveri ed altre merci che potevano allietargli la vita.

Per questo si procurava anche delle ferramenta e quando aveva un pó di tempo libero amava dilettarsi con martello, incudine e ferro per creare dei piccoli capolavori metallici, che regalava ai suoi fratelli ciclopi per ricorrenze o per abbellire le spelonche dove abitavano.

Donó anche una di queste statuette beneauguranti ad Ulisse, affinché il suo viaggio giungesse al termine ; il quale lo invitó ad Itaca per partecipare al carnevale, visto che Polifemo era giá brutto e mostruoso.

3° classificato:

Villaggi Giovanni

 

“Avventure nel Nuovo Mondo : un europeo del Cinquecento tra i Cannibali d’ Amazzonia “ di Hans Staden Casa Editrice Petrini 1989avventure nel nuovo mondo

 

 

Capitolo 5

“Giunge una dolorosa notizia sulla seconda nave”.

 

Quando eravamo lì da circa tre settimane arrivò una nave aborigena in segno di amicizia con, a bordo, cinque corpi maciullati dalla testa ai piedi e con indosso brandelli di tessuto zuppo d’ acqua.

Mi avvicinai ai corpi e, vedendo un ciondolo d’ oro al collo di uno dei cinque, compresi la dura realtà : capii che erano il Capo timoniere e i suoi quattro marinai ; uno dei due aborigeni aggiunse che c’ erano altri uomini che però non erano riusciti a recuperare a causa del forte vento e delle enormi onde.

Senza esitazione chiesi ai due di portarmi sul luogo del naufragio e, con qualche supplica, riuscii a convincerli a portarmi sullo scoglio ove erano stati ritrovati i cinque corpi.

Appena posi piede sullo scoglio fui investito da un’ aria fredda che portava le voci supplicanti dei miei compagni defunti in una violentissima tempesta tropicale : scoppiai in lacrime imprecando contro tutto e tutti.

Una volta calmatomi chiesi ai due aborigeni di riportarmi sulla terraferma e, una volta gunto a riva, dissi ai miei uomini di lasciarmi solo a riflettere.

Così fu, e fino al giorno dopo non parlai.

Il giorno successivo chiesi a uno dei miei marinai più esperti di cercare una colonia spagnola e mandare un messaggio al re di Spagna, chiedendogli di far salpare una nave il più presto possibile per riportarci a casa, dato che avevamo perso tutti gli strumenti per studiare quella terra meravigliosa.

3° classificato:

Terenziani Luca

 

“L’ Evasione di Kamo” di Daniel Pennac Anno di produzione 1994kamo1

 

 

Storia alternativa : Al nonno venne regalata una bici quando aveva quindici anni.

Non usciva mai di casa senza di essa.

Il nonno era felicissimo di avere una nuova bici.

Dopo uscirono i nuovi prototopi di bici molto più efficienti e il nonno ne comprò una e l’ altra non la toccò più.Passarono gli anni ma nessuno andò a prendere la bicicletta.

Un giorno, quando il nonno fu chiamato in guerra, non sapendo il motivo, volle prendere con sé la vecchia bicicletta.

Durante la guerra i Russi, tra cui il nonno, rimasero nascosti nelle trincee mentre i Tedeschi avanzavano verso di loro.

I Russi erano in minoranza, allora il nonno venne incaricato di portare una richiesta di aiuto all’ accampamento principale.

Montò in sella alla bicicletta e sfrecciò come un razzo, passando di fronte ai nemici, che cominciarono a sparare.

Bucarono un parafango ed il telaio ma il nonno non si arrese e continuò a pedalare riuscendo a portare la richiesta di aiuto.

Così i Russi vinsero la guerra.

Il nonno ricevette una medaglia d’ onore e tenne la bicicletta sempre con sé, come ricordo di quell’ avventura ed in attesa di regalarla a qualcuno.

3° classificato:

Galli Gilda

 

“Mallory e il Diario dei Misteri” di Ann M. Martin Casa Editrice Mondadori Milano – 2001mallory e il diario del mistero

 

 

Dopo di me (che sono Mallory Pike) ci sono i tre gemelli :

Byron, ragazzo sportivo, sia nel modo in cui veste, sia nel carattere, abbastanza disordinato e pasticcione, però quando si tratta di disegnare non si tira mai indietro, è

praticamente un pittore nato ; Adam, ragazzo pigro e dormiglione, quando è in casa resta sempre in pigiama, è un favoloso fanciullo, con i suoi occhi azzurri ed enormi fa passare la voglia di sgridarlo ; purtroppo ci sono anche i difetti delle persone, lui è troppo ficcanaso e questo non lo sopporto mette sempre il naso dove non dovrebbe (qualche volta spero fin che si cacci in qualche guaio) però gli voglio così bene e,infine ecco l’ ultimo dei tre gemelli Jordan, ragazzo a dir poco adorabile, si veste sempre in maniera impeccabile, sia quando è a casa sia,cosa più importante, quando siamo in giro con tutta la famiglia e non sembra il figlio adottato, come gli altri.

Tutti e tre hanno 10 anni ma, credetemi, sono completamente diversi l’ uno dall’ altro.

Non è finita qui ci sono ancora : Vanessa,nove anni,da grande sogna di diventare poetessa, si allena già e con grandi risultati ; a volte è un po’ disordinata ma ci tiene molto alle sue piccole cianfrusaglie, i suoi capelli sono come un abete con milioni e milioni di foglie, si veste sempre con dei vestitini rosa e neri, i suoi colori preferiti ; poi viene Nicky, ha otto anni,è troppo vivace, a volte scorbutico e impacciato, il suo guardaroba è composto, per lo più da maglie, jeans, stivaletti, piumini, scarponi … di tutti i colori pur che siano appariscenti e che ricordino un evidenziatore appena comprato ; in seguito c’ è Margo, sette anni, i suoi capelli sono spaghetti ancora da cucinare, ama i jeans e magliette larghe con su stampati animali di tutti i generi, lei adora gli animali, soprattutto i cagnolini e, infine, c’è Claire che è la più piccola della famiglia, ha soli cinque anni, ma è già chiacchierona e stupidina …

postato da: BiblioFiore alle ore 07:46 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 25 giugno 2009

 

1° classificato:

Boccalini Cecilia

 

“Girls don’t cry” di Wilson Jacqueline Casa Editrice Salani 2005girls don

 

 

La mia vera madre era morta quando io aveva circa sei anni, a causa di un tumore. Il suo nome era Ros, e prima della sua morte la nostra famiglia era felicissima; a papà non piace ricordarla e el poche volte che gli capita gli scendono i lacrimoni.

La mamma era alta, snella e slanciata, aveva un viso un po’ tondo, proprio come il mio, da cui spiccavano due sognanti occhi grigi sempre alla ricerca della positività delle cose. Il naso era sottile e leggermente all’insù, poco distanrte da una larga bocca sempre sorridente, da cui usciva una voce armonica e vivace, che spesso mi capita di risentire nei sogni. Il viso era contornato da una folta chioma di capelli ricci ramati, mai in ordine, che profumavano di vaniglia. Aveva un’andatura svelta e leggera, si vestiva in modo ordinato e molto colorato. Le sue mani erano allungate e belle, sempre intente a disegnare, infatti la mamma era un’artista, e oltre a dipingere quadri, insegnava nella stessa scuola dove insegna papà, ed era lì che si erano conosciuti.

La mamma era apprezzata da tutti in quanto era gentile, generosa e altruista, e riusciva perfino ad andare d’accordo con la nostra vicina, una signora pettegola e bisbetica.

Aveva una visione della vita positiva e colorate, sapeva accontentarsi delle piccole cose ed era considerata da tutti un modello ideale. Era una donna che amava cucinare piatti nuovi e fare torte, si divertiva a disegnare e inventare storie da raccontarmi, ed è stata sicuramente lei a trasmettermi l’amore per l’arte, con il suo carattere ottimista, estroverso e vivace.

2° classificato:

Savini Giovanni

 

“Ventimila leghe sotto i mari” di Verne Jules Casa Editrice Mursia 1981ventimila leghe sotto i mari

 

 

Il piroscafo Governor – Higginson era stato inaugurato nel 1857, proprio in occasione della nomina a Capitano di Baker. Da marinaio semplice, in soli nove anni, salì di rango, arrivando al grado di Capitano. Un fatto sensazionale, se teniamo conto che per avere un grado di rilievo occorrono normalmente più di quindici anni. Questa sua rapida salita è stata favorita da una guerra di grandi dimensioni, durante la quale la marina dovette aiutare l’ esercito. Questo conflitto durato tre settimane provocò parecchi feriti sia da una parte sia dall’ altra. L’ esercito disponeva di alcuni medici che curavano indifferentemente i soldati di tutti gli eserciti pur mettendo a rischio la propria vita. Già erano stati richiamati per questo da Arthur, il Generale. Arthur era un uomo spietato di cui i suoi soldati non avevano nessun valore. Aspirava ad essere il più potente di tutti, eliminando coloro che, come i medici, intralciavano i suoi piani solo che non poteva farlo di mano sua.Per questi sporchi lavori usava i suoi soldati che, per timore della sua reazione, li eseguivano senza protestare.Quel giorno toccava proprio a Baker : doveva uccidere quei medici. Baker dovette eseguire l’ ordine. Da quel giorno volle diventare lui il più forte.Non voleva ricevere ordini da nessuno, solo da sé stesso.Continuò a salire di grado arrivando a quello di Capitano.

Ora Baker è un uomo con ampie conoscenze nautiche, uno dei più esperti in circolazione.

3° classificato:

Sonzogni William

 

“La Stanza delle Serpi” di Lemony Snicket Casa Editrice Salani 2000stanza serpi

 

 

L’ inizio è un po’ brusco, ma tutto sommato sarà… va beh… Leggete e basta !

Io non posso cambiare la storia di un libro a mio piacere, perché chi legge potrebbe a sua volta dire “E se…”.

Se io cambio la storia allora lo scrittore mi avrebbe dedicato un libro dicendomi… “Questa è la storia dei ragazzi Baudelaire, sfortunati in tutto ecc…” E io direi “No No! Qui non va bene, cambia, metti e se…”

Vedete ? Tutto ciò suona male e io continuo a ripetere che se devo cambiare la storia, allora faccio prima a scrivere un libro intitolato “E se…”.

“…E se il “Conte Olaf” fosse invece stato una normalissima persona ?

Gentile e tutto il resto ?

NAAA !!! Non avrebbe senso, non si intitolerebbe “Una Serie di Sfortunati Eventi – La Stanza delle Serpi”, ma al contrario “ I Tre Felici Ragazzi”; Una storia che racconta di tre normalissimi ragazzi che al mattino si alzano, mangiano, vanno a scuola, prendono un bel voto, tornano a casa ecc…

Sarebbe un “Pacco”, “Una Pizza”, in poche parole noioso.

Io personalmente mi ritengo un tipo strano e un po’ complicato, ma l’ intelligenza mi è stata data e quindi potrei benissimo scrivere un libro invece di rovinare la storia di un povero scrittore che per ottenere dei risultati “ Sognava le battute anche di notte”!!

In conclusione… Questo libro va bene così com’ è .

Potrebbe non andarvi bene quest’ ultima frase, ma io la ritengo coerente con tutto ciò che ho detto e non intendo cambiare…

… E Se… E Se … E Se … Bla … Bla … Bla … Tutte parole al vento.

4° classificato:

Parma Filippo

 

“Le Lettere del Sabato” di Irene Dische Casa Editrice Feltrinelli ; 1999lettere del sabato

 

 

Dopo alcune settimane, certe sillabe che apparivano regolarmente gli divennero familiari e dopo qualche altra settimana, acquistarono anche un significato: cominciava a capire il tedesco.

Le giornate passavano tranquille, la scuola, la sua governante, ma il suo viso era sempre triste, cercava di non farsi vedere da nessuno, ma quando si sentiva solo si metteva in camera e ripensava alla sua vita, ai momenti passati a casa del nonno e provava una struggente nostalgia : era come se una parte di sè stesse mancando.

Spesso si domandava come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto una madre al suo fianco, carezze, baci, abbracci lo avrebbero accompagnato nella crescita, ma tutto ciò non era possibile, un brutto destino non gli aveva solo tolto la madre, ma non gli aveva permesso nemmeno di conoscerla.

Era felice di avere un padre che appena poteva passava dei momenti con lui, ma mancava ancora qualcosa, qualcosa che avrebbe potuto renderlo felice, che avrebbe potuto farlo crescere in modo sereno.

Gli mancava suo nonno, quell’ uomo autoritario che forse aveva sempre temuto, ma che sotto sotto aveva amato con grande gioia:era stato il suo punto di riferimento, breve ma concreto.

Così appena imparò a scrivere, decise di scrivere una lunga lettera a suo nonno.Subito, seguì una risposta, ma tra le righe si leggeva tristezza, così cercò di fargli capire che doveva raggiungerli, che lui e suo padre avevano bisogno di lui, ma il nonno non voleva sentire ragioni…I mesi passavano e finalmente il dottor Nagel decise di raggiungere il figlio e il nipote e di vivere con loro. Con grande tristezza salutò i suoi governanti e disse loro che sarebbe tornato a prenderli prima dell’arrivo dei tedeschi….

Vissero degli anni meravigliosi, il nonno gli spiegò molte cose del suo mestiere, insieme si concedevano lunghe passeggiate, leggevano tanti libri e dopo alcuni anni finalmente il padre si risposò, così anche lui potè finalmente avere una madre, poi una sorella… Il destino era stato crudele, ma alla fine lui aveva vinto, aveva avuto la sua bella famiglia…

4° classificato:

Sorenti Lisa

 

“Piantatela” di Jacqueline Wilson 2007piantatela

 

 

È passato parecchio tempo dall’ ultima volta che Kim mi ha infastidita.Ormai non mi si avvicina e non mi insulta più.

Mi sento molto meglio in questo periodo e vado a scuola più volentieri.

Solamente adesso mi rendo conto che non dovevo avere paura di lei perché nonostante faccia la bulla e sembri perfetta senza nessun problema che la affligga, in realtà è molto sfortunata.

Infatti sono venuta a sapere che la sua mamma fa la modella e il padre è un attore famoso.Entrambi a causa del loro lavoro devono essere sempre in giro per il mondo, così lasciano la figlia da sola con il maggiordomo in una casa troppo grande per lei.

Kim soffre molto per la mancanza dei suoi genitori e cerca di tenersi in contatto con loro.Ma sono sempre troppo impegnati o occupati con i loro amici, così Kim passa le vacanze e le feste da sola.

Il suo più grande desiderio è quello di poter andare in vacanza con i suoi genitori, che invece di lasciare il lavoro per stare con lei, le spediscono mucchi di soldi e lettere con su scritto di divertirsi con il maggiordomo al mare e la promessa di raggiungerla al suo rientro.

Non sono mai andati a trovarla ma Kim ogni anno ci spera, e ogni anno rimane delusa.

Il maggiordomo se ne rende conto e così le domanda se vuole invitare qualche sua amica a giocare.Ma Kim ogni volta risponde che non le va perché deve studiare molto, ma la verità è che lei non ha amiche.

Provo molta pena per lei perché è sempre molto sola, ma nonostante ora mi lasci in pace non me la sento di diventare sua amica : perché quello che ha fatto è molto brutto e non è tanto facile da dimenticare, ma posso farle capire che l’ ho perdonata.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 17:53 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 25 giugno 2009

 

1° classificato:

Bozzarelli Paolo!

 

“Ectoplasmi” di Stine Casa Editrice Mondadori 1998ectoplasmi

 

 

Una sera, durante la partita di pallone organizzata dal direttore del campeggio, scende improvvisamente un’oscura nebbia che impedisce ai giocatori di vedere il pallone e agli spettatori di seguire i vari passaggi.

Tuttavia Harry assiste ad un episodio molto strano: nel parare un colpo centrale, il portiere dei maschi viene misteriosamente decapitato dal pallone stesso.

Harry lancia l’allarme e tutti occorrono. Ad un attento esame il pallone insaguinato mostra un ben nascosto marchingegno costituito da una sottilissima lama estraibile con una certa pressione.

Tutti sono sconvolti e viene convocata un’assemblea di tutti gli ospiti del campeggio in una radura dove c’è meno nebbia.

Stranamento si nota l’assenza di Lucy, sulla quale si concentrano i sospetti.

L’indomani si svolgono i funerali del poveretto, e Lucy viene sottoposta ad un lungo interrogatorio.

Ella si dichiara innocente, ma la sua versione non sembra molto credibile.

Intanto Harry, rimasto vicino alla tomba del compagno per un minuto di silenzio, guardando per terra, intravede l’ombra di un coltello sopra la sua testa…

2° classificata:

Franchi Elena

 

“Guglielmo e la moneta d’oro” di Mino Milani Casa Editrice SPA 1991guglielmo-moneta-oro-Milani_1

 

 

Non fu difficile trovare la strada che Ettore aveva preso. Il reggimento di Sua Altezza Serenissima, infatti, seguendo il fiume s’era avviato per la strada, sulla quale le ruote del cannone avevano lasciato il loro solco, il ragazzo s’allontanò dal villaggio. Quel giorno turbinoso volgeva alla fine. Il sole aveva cominciato a calare e la sua luce calda s’era fatta più morbida, più dolce. I colori dei campi, degli alberi, delle case e delle colline non erano più così vivi e si venivano come velando un poco: non c’era più nemmeno una nube in quel cielo sereno, nel quale passavano, in formazione, stormi d’uccelli che volavano alti…e chissà dove andavano. L’aria era più profumata di prima.

Guglielmo camminava svelto e, da parte sua, Friz era felice: correva avanti, tornava, saltava attorno al padroncino fingendo d’assalirlo, poi riprendeva a correre, lasciava la strada, entrava nei campi, abbaiava a qualche merlo fischiettante, e tornava indietro….

C’era ancora molta luce, quando apparve nel cielo la luna bianca e tonda. La strada, seguendo il corso del fiume, entrava ora in un bosco pieno d’ombra. Un po’ intimidito da quegli alberi immobili, Friz, aveva smesso di correre avanti, e procedeva stanco accanto a Guglielmo.

Poco dopo cominciò a scendere lenta l’oscurità; la strada correva ora tra il bosco e il fiume, che scorreva mormorando, e sul quale passava un vento odoroso: Guglielmo camminava sempre di buon passo, pensando a quello che avrebbe detto a Ettore, una volta che l’avesse trovato:"Ettore, gli avrebbe detto, sono venuto qui perché voglio stare con te”.

Quando il buio coprì anche il piccolo pezzo di cielo che illuminava la terra cercò un posto dove nessuno l’avrebbe visto mentre dormiva. Trovò un’insenatura in una roccia abbastanza profonda per accamparsi la notte. Il mattino seguente si alzò di buon’ora e dopo aver mangiato si rimise in viaggio.

Non molto lontano riuscì ad intravedere appena dopo il bosco delle cupole d’oro. lui pensò che fossero le cupole di Sua Altezza Serenissima. Incoraggiandosi incominciò a correre e arrivò ben presto davanti a un portone gigantesco.

Il suo cane fu molto felice di essere arrivato e incominciò a trotterellare intorno al suo padroncino.

Guglielmo impaurito si fece avanti e intravide sulla torre centrale Ettore che indicava di aprire il cancello.

Quando fu aperto Guglielmo si fece avanti e vide nella fortezza case molto belle, ovunque c’era gente che andava da tutte le parti, bambini di tutte le età che si inseguivano forse prima di andare a scuola.

Ad un certo punto la folla si zittì, e Gugliemo incominciò a guardarsi intorno e vide Sua Altezza Serenissima avanzare verso di lui:"Sei tu il ragazzo di ieri? L’amico del mio soldato Ettore?”.

Lui tutto emozionato abbassando gli occhi e inchinandosi rispose frettolosamente:"Sì signore!”.

Sua Altezza Serenissima lo invitò alla sua corte e Guglielmo gli spiegò come aveva fatto ad arrivare da lui.

Isto che Sua Altezza Serenissima non aveva eredi, propose a Guglielmo di affidargli il trono, il giovane accettò subito.

Alla festa d’incoronazione come principe c’era Ettore che era molto contento.

Vent’anni dopo Sua Altezza Serenissima morì di malattia e Guglielmo prese il suo posto e governò per settanta anni.

Insieme a lui c’era naturalmente Friz.

La sua corte fu molto onorata di avere un re tanto intelligente e capace nelle sue scelte.

Questa è la storia di un ragazzo che da povero diventa una persona ben voluta dalla gente e stimato.

3° classificata:

Di Molfetta Melissa

 

“Mamma sei trendy come una patata” di Kimmel Cody Casa Editrice Mondadori 2006mamma_trendy_patata

 

 

Una ragazzina di nome Lily, aveva solo un unico desiderio, quello di non cambiare ami i suoi genitori perché erano come tutti i figli li desideravano, praticamente perfetti. Loro erano modernissimi, vestiti sempre all’ultimogrido, con una macchina decapottabile, color rosso fuoco e una villa a tre piani, giardino, piscina sul tetto e campo da pallavolo. Lily era una ragazza che non passava inosservata. Aveva tantissimi ammiratori, odiava leggere e scrivere e non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno, ma le piaceva molto, come ai suoi genitori, fare acquisti e per questo motivo lei e la sua famiglia erano sempre pieni di debiti. Un giorno, al amtrimonio di sua zia Delia, incontra una ragazzina di nome Karma, una bambina che risolverà tutti i suoi problemi economici. Lily, senza esitare un attimo, fa amicizia con Karma che ai suoi occhi pare scesa dal cielo, dato che lei e la sua famiglia, in confonto alla sua, erano veramente stupendi. Tramite qualche bugia e inganno Lily riesce a farsi prestare dei soldi da Karma che, non avendone di tasca sua, ruba di nascosto ai suoi genitori. La ragazza le consegna anche le chiavi della casa al lago dove andava raramente nel periodo delle vacanze estive.

3° classificato:

Cantelli Francesco

 

“Acqua tagliente” di Del Ponte Giovanni Casa Editrice Deagostini 2008AcquaTagliente

 

 

Anton Glass stava sognando, una vita di pace e serenità, nella sua vasca. Sognava di non fare più niente, di stare solo disteso in un bagno d’acqua calda, sognava l’impossibile, o il "possibile”?. Pensava all’acqua del parco che doveva inaugurare, quando un getto di acqua amara e bollente gli colpì la faccia, si svegliò di soprassalto: - Ah! Cos’è questa roba?!? – Vide la signorina Driscoll agitata e nervosa, lei gli rispose: - Mi scusi signore, sono le 11 meno un quarto, le ho preparato il caffè e una goccia le è caduta sulla guancia sinistra, le porto un fazzoletto? – il signor Glass si stava arrabbiando: - Dovevi svegliarmi prima! Dammi i miei vestiti eleganti, devo presentarmi all’inaugurazione! – Una volta vestito il signor Glass passò davanti al suo personal trainer, lanciando dalla bocca due parole: - Non ho tempo, parlami dopo di quello che dovevi dirmi adesso! –

Passa davanti all’ascensore; di corsa, con la cravatta attaccata al collocome se fosse una sciarpa; quando la porta dell’ascensore si apre, finisce dentro la scatola meccanica cadendo sopra a sua figlia, lui esterrefatto la saluta: - Ciao! Pronta per l’inaugurazione? Mettiti le occhiali, ti ripareranno dai flash!_

3° classificata:

Cattani Silvia

 

“La lettera in codice” di Terlaw Jan Casa Editrice Piemme 1993lettera codice

 

 

Jackie chiese:<<E il colonnello Brandesma? È stato lei ad ucciderlo?>>

Van Pasen rispose:<<Tecnicamente sì, ho incaricato il padre di Eva per farlo. Come vedi lui è realmente una spia, Brandesma non se l’era inventato solo per avere una scusa per lasciare libera Eva visto che non aveva il coraggio di ucciderla. Tutti gli indizi trovati dall’ispettore De Konging portano a lui: hanno trovato un guanto sinistro con delle tracce di polvere da sparo appartenuto al padre di Eva anche se ancora la polizia non l’ha scoperto. Ho contattato personalmente il Signor Smit il giorno dopo aver saputo che Brandesma aveva disubbidito al mio ordine e aveva lasciato andare la bambina che ormai sapeva ogni cosa. Che irresponsabile era Brandesma e di conseguenza ha pagato per i suoi errori. Ancora qualche giorno e la polizia scoprirà che è stato il padre di Eva ad uccidere il colonnello. Ormai sai troppe cose ragazzina e quindi puoi capire cosa significa per te tutto questo!>>. Il Signor Van Pasen prese la pistola e si alzò dalla sedia avvicinandosi alla spaventatissima Jackie. Era pronto ad ucciderla.

 

3° classificata:

Giofrè Silvia

 

“Debbora in lov” di Rapaccini Chiara Casa Editrice Piemme Junior 2003debbora_in_love

 

 

Mi presento: io sono Debbora, proprio con due "b”, una ragazzina di 14 anni che ha come unico scopo, anche se vi sembrerà strano, diventare grassa.

In questo momento io e il mio amico Piero ci stiamo contendendo l’ultimo pacchetto di patatine in attesa che cominci la nostra televendita preferita: una signora con le sembianze da un’elefantessa incinta (Panna) illustra i 10 metodi per diventare come lei.

Oggi ci parlerà dei modi 7 e 8.

Ecco che inizia. Il pacchetto di patatine lo abbiamo già finito da un po’.

Oggi Panna è vestita con un abitino di paillettes rosa che mette in risalto il suo girovita e il seno che potrebbe scoppiarle da un momeno all’altro.

Le sue assistenti, in bikini, ognuna delle quali porterà una sesta, si presentano con gli attrezzi necessari.

Panna esclama:"Eccoci di nuovo qui con i numeri 7 e 8.

Il numero 7 è una speciale pomata, la spettacolare pomata LIPOCREMINA che in soli pochi giorni vi assicurerà almeno tre chili in più. Va spalmata con regolarità e delicatezza sulle zone più magre del vostro corpo, facendo attenzione a non metterne troppa, o provocherà l’immediato effetto contario. Questa straordinaria pomata costa solo 24 euro e 50 cent., comprese le spese di spedizione.

Passiamo ora al metodo numero 8. il metodo numero 8 invece…..ascoltatemi tutti attentamente, è un’invenzione scientifica, approvata dai migliori nutrizionisti. Si tratta di un "semplicissimo pasticcino” iperiperipercalorico, pensate contiene addirittura 1800 k/cal, quasi le calorie necessarie giornalmente. Dopo solo un giorno sarete aumentate di peso. Questo pasticcino costa 15 euro e 99 cent….pochissimo. dovete provarlo. Vi aspetto numerosi”.

Intanto che Panna presenta i suoi metodi, le sue assistenti dimostrano come applicare queste tecniche.

Alla fine Panna aggiunse:"E non dimenticate: IL METODO PANNA è per voi la migliore manna!!!!”

Ecco è proprio così che io vorrei diventare.

Lo so è strano, di solito le ragazze vogliono dimagrire, non mettere su peso, ma per me è come dice quel fanatstico detto:"Grasso è bello!!!”.

 

 

 

postato da: BiblioFiore alle ore 17:43 | Permalink | commenti
categoria: