martedì, 05 giugno 2007
PROGETTO: INCONTRO CON LE SCUOLE MEDIE
Giochiamo a recensire i libri
 
I VINCITORI
 
Recensioni finaliste
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1° C: Mattia Camisa
L’APPRENDISTA di PAUL BAJORIA
 
L’apprendista è un libro bello e avvincente.
A volte è un po’ inquietante soprattutto per le descrizioni di certi personaggi e i luoghi angusti in cui si trovano.
Il libro racconta di Mog, un ragazzino venuto a conoscenza di un ricercato dalla doppia identità; con l’aiuto del suo amico Nick decide di indagare, si trova così ad affrontare brutti ceffi, serpenti e situazioni misteriose tra le minacce ed il continuo rischio di essere scoperto, ma nonostante tutto non si perde d’animo ed insiste fino alla scoperta della verità.
È un libro molto appassionante che mostra quanta curiosità abbiano i bambini nel ficcare il naso nelle situazioni più pericolose e la determinazione con cui lo fanno anche sfidando la paura.
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1° D: Flavio Burgazzi
APOCALISSE di TIZIANO SCLAVI
 
Dopo aver finito il libro Apocalisse m’è sorto un dubbio: ho letto un libro o un fumetto per poppanti malriuscito? Sì, perché l’impressione è quella! Il libro è quasi esclusivamente formato da dialoghi e a volte da imprecazioni anche un po’ pesanti come ***** e *****! La storia in sé è abbastanza carina ma il modo di narrarlo orrendo! Mi sto un po’ preoccupando, perché nel libro si ripetevano molte volte “BONG”, il suono di una campana, anche se ho letto che il campanile è a 20 km dai protagonisti, che si ripetevano più volte: “Ti si sta staccando la maschera!", e si parlava di un Nemico come se fosse sottinteso chi fosse! Che non ci sia un continuo? Beh, speriamo di no, perché qualcuno potrebbe svenire leggendolo, se è scritto come il primo! Insomma, a mio parere, all’autore è riuscito bene solo l’indice!!
 
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2° C: Beatrice Bonomi
L’ARTIGLIO DI SATANA di RICCARDO PARIGI e MASSIMO SOZZI
 
La principale caratteristica del libro giallo L’artiglio di Satana di Riccardo Parigi e Massimo Sozzi è la forte suspense che gli autori riescono a creare. Il libro è curioso, coinvolgente e pauroso perché parla di un delitto e della notevole abilità dei protagonisti che cercano di scoprire il colpevole rischiando anche la vita.
La vicenda è ambientata nel Medioevo il giorno di Pentecoste.
Il sacerdote scopre il cadavere di un servitore decapitato proprio dentro la chiesa. Arrivano immediatamente i protagonisti: Rafanelli (il capitano del popolo) e Francesco (il suo figlio adottivo) che dopo lunghi combattimenti e intense indagini scoprono finalmente il vero colpevole di questo reato.
Il libro è bello e affascinante, di grande qualità narrativa, pieno di impressionanti tranelli che lasciano senza fiato il lettore e sembrano abbracciarlo ed aiutarlo a immedesimarsi nei protagonisti per provare tutte le emozioni, le sensazioni e le paure di chi vive nel racconto.
Ha punti divertenti e comici, insomma ha veramente tutte le caratteristiche che rendono la trama molto piacevole.
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2° E: Silvia Bersella
CAMBIO DI STAGIONE di ANGELA NANETTI
 
Il titolo di questo libro Cambio di stagione è molto significativo. Infatti tratta della storia di un giovane sedicenne che incomincia a conoscere dei nuovi sentimenti ed è alle prese con una nuova stagione. Quella della crescita e dell’amore. I suoi moti dell’anima subiscono cambiamenti. Le sue emozioni sono forti e spesse volte viene preso da momenti di sconforto e sente che le lacrime gli bagnano gli occhi. È fragile, ma soprattutto tanto innamorato di una bella ragazza che purtroppo all’inizio si prende un po’ gioco di lui. Lei lo ha usato per dimenticare il ragazzo con cui stava prima. Tutta la storia, però, inizia con un avvenimento molto doloroso. Marco (il protagonista) ha un incidente in moto e questo episodio costringe i suoi genitori a vedersi e riflettere. Ecco un altro aspetto importante della storia: i suoi genitori. Purtroppo questi ultimi sono separati e questo fatto fa soffrire Marco. Il padre è una persona molto affermata nel lavoro e quindi può dedicare poco tempo al figlio. Ecco nel libro c’è questa frase che Marco chiede al padre: “papà ma tu non ti accorgi mai del cambio delle stagioni?” È molto significativa perché questo mi fa pensare che spesso le persone per il lavoro e la posizione economica si dimenticano di tutto il resto. Forse calpestano tutte le emozioni e non si accorgono più nemmeno di un cielo limpido, delle stelle, del vento o dei cambiamenti della natura o addirittura dei mutamenti dei propri figli e dei propri cari.
Mi è piaciuto molto questo libro perché lo sento parte della mia vita futura. Infatti credo che le emozioni che l’amore fa provare saranno così forti anche se per adesso per fortuna non le ho ancora provate. Mi sono sentita sollevata quando alla fine del libro si capisce che il protagonista guarirà dal coma e la sua ex ragazza dichiarerà di essersi accorta di essere innamorata di lui. È un libro che si legge tutto d’un fiato e che consiglio a tutti: adolescenti, ma anche ai genitori per riflettere.
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3. D: Dorjan Dervishi
TERRA E CENERE di ATIQ RAHIMI
 
Terra e cenere è un libro straordinario: secco, desolato, tragico.
Questa storia si svolge nei dintorni della città di Polkomorì, nel nord dell’Afghanistan, negli anni dell’occupazione sovietica. Lo scenario che fa da sfondo alla vicenda è un paesaggio “ridotto all’osso” dai bombardamenti dei russi, che hanno mutato e reso sordo il mondo: rocce arroventate dal sole, arbusti riarsi, un ponte sopra un fiume secco, un guardiano addormentato nella sua guardiola, un negoziante filosofo nella sua baracca.
I protagonisti principali della vicenda sono un vecchio ed un bambino che, in una scena significativa, si trovano seduti sul ciglio della strada ad aspettare un camion.
Essi cercano un passaggio per raggiungere la miniera dove lavora Moràd, figlio del vecchio padre del bambino. La polvere che sporca, soffoca e nasconde quest’angolo desolato del pianeta non può cancellare l’angoscia del vecchio nel far tacere gli interrogativi del bambino. Il vecchio teme che il bambino si metta a urlare che i russi hanno rubato i suoni del mondo e che la gente ha perso le parole e le cose non fanno più rumore.
Il vecchio decide di partire con il camion e di lasciare il bambino nelle mani di un adulto; dopo la partenza e dopo un po’ di strada il vecchio raggiunge la miniera e cerca suo figlio, ma non lo può incontrare perché è in fondo alla galleria, allora lascia il naswar, una bibita, per Moràd sperando che lui, sapendoli vivi, ritorni.
La bibita corrisponde ad un messaggio positivo per comunicare che il padre ed il figlio di Moràd sono scampati alle violenze della guerra. Il libro mi ha coinvolto suscitandomi emozioni profonde perché colpisce il legame che unisce padre e figlio e, anche nelle condizioni più disperate, questo legame è sempre molto consolidato.
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3° D: Salvatore Marchese
CIPÌ di MARIO LODI
 
“Questa storia è nata nella piccola scuola di Vho di Piadena. I ragazzi scopersero dalla finestra una intensa e drammatica vita che annotarono. Diedero così vita alla favola vera di Cipì”.
Inizia così il libro che racconta la storia di Cipì, un passero, e di altri personaggi presi dalla natura come Passerì, la compagna di Cipì, un gatto, una margherita-poeta, uccelli e farfalle e soprattutto il sole, le nuvole, la pioggia, la neve, insomma tutta la natura con l’eterno ciclo delle stagioni e personaggi reinventati con grande fantasia poetica.
Il libro rappresenta la scoperta del mondo con i pericoli e gli ostacoli che i protagonisti affrontano con la forza dei valori: l’amicizia, la solidarietà, la libertà.
La storia di Cipì sarà molto amata dai bambini perché si identificheranno in questi personaggi che vivono, giocano, amano come i bambini stessi sanno fare, ma piacerà anche agli adulti perché troveranno alcuni aneddoti da insegnare ai loro figli per affrontare la società di oggi dove pare dominare la violenza, l’orrore, l’egoismo; infatti ogni capitolo rappresenta un insegnamento che fa riflettere grandi e piccini: l’emozione della nascita, la scoperta del mondo e la curiosità che fanno crescere, il bene prezioso della libertà, l’amicizia, il pericolo che rappresentano coloro che sembrano amici, gli ostacoli della vita che a volte sono molto duri da superare, la morte, il grande amore che si trova nella famiglia.
Concludo la mia critica riportando il pensiero finale del libro che mi sembra molto significativo: “Anche Cipì e Passerì conobbero la felicità ed ebbero tanti figli ai quali insegnarono le cose imparate nella vita: ad essere laborioso per mantenersi onesti, ad essere buoni per poter essere amati, ad aprire bene gli occhi per distinguere il vero e il falso, ad essere coraggiosi per difendere la libertà”.
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RECENSIONE VINCITRICE
3° E: Elena Turolla
JIMMY DELLA COLLINA di MASSIMO CARLOTTO
 
Jimmy è un ragazzo di quattordici anni ambizioso e fannullone. Ha visto spesso che si può vivere bene senza fare troppi sforzi e per questo vuole ottenere molti soldi. E così, vivendo tra delinquenti frequentati al bar del quartiere, pensa di rapinare una banca e, dopo aver messo le mani su un bel gruzzoletto, si sarebbe messo a fare una vita normale. Ha davvero previsto tutto nei minimi particolari, ma non aveva previsto una soffiata. Così in un batter d’occhio, l’illusione di Jimmy di un futuro da sogno, sfuma. Entra nel carcere minorile di Treviso e comincia così a pensare alla fuga. Rimasto solo, senza il supporto della sua famiglia e costantemente obbligato ad assistere alle lotte tra i carcerati, Jimmy si chiude in se stesso e nega qualsiasi collaborazione con la polizia. Viene per questo mandato in un carcere in Sardegna dove non smette di sognare la libertà. Riesce a contrattare un malvivente per avere un passaporto falso. E poi? Il finale a chi divorerà il libro.
Attira tra le pagine di questo il desiderio di fare un punto sulla situazione dei carceri minorili in Italia, dove i ragazzi in attesa di “rieducazione” sono piuttosto degli spettri in attesa di uscire per fare di peggio, sottoposti a forti stress emotivi, quali le favole tra italiani e extracomunitari, la falsa pietà dei carcerieri e soprattutto la debole speranza di un futuro migliore. E in mezzo a questo buio totale, la luce delle associazioni di volontariato, non quelle che si limitano a regalare ai carcerati un paio di scarpe usate, ma quelle che aiutano a ricominciare, a imparare un lavoro, che offrono ai giovani la possibilità di rifarsi una vita, di scegliere tra il marciume del carcere e l’aria limpida della libertà.
Testo con correzioni redazionali pubblicato su LIBERTA' del 05/06/2007:
Jimmy è un ragazzo di quattordici anni ambizioso e fannullone. Ha visto spesso che si può vivere bene senza fare troppi sforzi e per questo vuole ottenere molti soldi. E così, vivendo tra delinquenti frequentati al bar del quartiere, pensa di rapinare una banca e, dopo aver messo le mani su un bel gruzzolo, vorrebbe mettersi a fare una vita normale. Ha davvero previsto tutto nei minimi particolari, tranne una soffiata. Così, in un batter d’occhio, l’illusione di Jimmy in un futuro da sogno sfuma. Entra nel carcere minorile di Treviso e comincia a pensare alla fuga. Rimasto solo, senza il supporto della famiglia e costantemente obbligato ad assistere alle lotte tra i carcerati, Jimmy si chiude in se stesso e nega qualsiasi collaborazione con la polizia. Viene per questo mandato in un carcere in Sardegna dove non smette di sognare la libertà. Riesce a recuperare da un malvivente un passaporto falso. E poi?
 
Attira tra le pagine di questo libro il desiderio di fare il punto sulla situazione delle carceri minorili in Italia, dove i ragazzi in attesa di “rieducazione” sono piuttosto degli spettri in attesa di uscire per fare di peggio, sottoposti a forti stress emotivi, quali le faide tra italiani e extracomunitari, la falsa pietà dei carcerieri e soprattutto la debole speranza di un futuro migliore. E in mezzo a questo buio totale, la luce delle associazioni di volontariato: non quelle che si limitano a regalare ai carcerati un paio di scarpe usate, ma quelle che aiutano a ricominciare, a imparare un lavoro, che offrono ai giovani la possibilità di rifarsi una vita, di scegliere tra il marciume del carcere e l’aria limpida della libertà.
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postato da: BiblioFiore alle ore 11:42 | Permalink | commenti (2)
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