giovedì, 25 giugno 2009

 

1° classificato:

Boccalini Cecilia

 

“Girls don’t cry” di Wilson Jacqueline Casa Editrice Salani 2005girls don

 

 

La mia vera madre era morta quando io aveva circa sei anni, a causa di un tumore. Il suo nome era Ros, e prima della sua morte la nostra famiglia era felicissima; a papà non piace ricordarla e el poche volte che gli capita gli scendono i lacrimoni.

La mamma era alta, snella e slanciata, aveva un viso un po’ tondo, proprio come il mio, da cui spiccavano due sognanti occhi grigi sempre alla ricerca della positività delle cose. Il naso era sottile e leggermente all’insù, poco distanrte da una larga bocca sempre sorridente, da cui usciva una voce armonica e vivace, che spesso mi capita di risentire nei sogni. Il viso era contornato da una folta chioma di capelli ricci ramati, mai in ordine, che profumavano di vaniglia. Aveva un’andatura svelta e leggera, si vestiva in modo ordinato e molto colorato. Le sue mani erano allungate e belle, sempre intente a disegnare, infatti la mamma era un’artista, e oltre a dipingere quadri, insegnava nella stessa scuola dove insegna papà, ed era lì che si erano conosciuti.

La mamma era apprezzata da tutti in quanto era gentile, generosa e altruista, e riusciva perfino ad andare d’accordo con la nostra vicina, una signora pettegola e bisbetica.

Aveva una visione della vita positiva e colorate, sapeva accontentarsi delle piccole cose ed era considerata da tutti un modello ideale. Era una donna che amava cucinare piatti nuovi e fare torte, si divertiva a disegnare e inventare storie da raccontarmi, ed è stata sicuramente lei a trasmettermi l’amore per l’arte, con il suo carattere ottimista, estroverso e vivace.

2° classificato:

Savini Giovanni

 

“Ventimila leghe sotto i mari” di Verne Jules Casa Editrice Mursia 1981ventimila leghe sotto i mari

 

 

Il piroscafo Governor – Higginson era stato inaugurato nel 1857, proprio in occasione della nomina a Capitano di Baker. Da marinaio semplice, in soli nove anni, salì di rango, arrivando al grado di Capitano. Un fatto sensazionale, se teniamo conto che per avere un grado di rilievo occorrono normalmente più di quindici anni. Questa sua rapida salita è stata favorita da una guerra di grandi dimensioni, durante la quale la marina dovette aiutare l’ esercito. Questo conflitto durato tre settimane provocò parecchi feriti sia da una parte sia dall’ altra. L’ esercito disponeva di alcuni medici che curavano indifferentemente i soldati di tutti gli eserciti pur mettendo a rischio la propria vita. Già erano stati richiamati per questo da Arthur, il Generale. Arthur era un uomo spietato di cui i suoi soldati non avevano nessun valore. Aspirava ad essere il più potente di tutti, eliminando coloro che, come i medici, intralciavano i suoi piani solo che non poteva farlo di mano sua.Per questi sporchi lavori usava i suoi soldati che, per timore della sua reazione, li eseguivano senza protestare.Quel giorno toccava proprio a Baker : doveva uccidere quei medici. Baker dovette eseguire l’ ordine. Da quel giorno volle diventare lui il più forte.Non voleva ricevere ordini da nessuno, solo da sé stesso.Continuò a salire di grado arrivando a quello di Capitano.

Ora Baker è un uomo con ampie conoscenze nautiche, uno dei più esperti in circolazione.

3° classificato:

Sonzogni William

 

“La Stanza delle Serpi” di Lemony Snicket Casa Editrice Salani 2000stanza serpi

 

 

L’ inizio è un po’ brusco, ma tutto sommato sarà… va beh… Leggete e basta !

Io non posso cambiare la storia di un libro a mio piacere, perché chi legge potrebbe a sua volta dire “E se…”.

Se io cambio la storia allora lo scrittore mi avrebbe dedicato un libro dicendomi… “Questa è la storia dei ragazzi Baudelaire, sfortunati in tutto ecc…” E io direi “No No! Qui non va bene, cambia, metti e se…”

Vedete ? Tutto ciò suona male e io continuo a ripetere che se devo cambiare la storia, allora faccio prima a scrivere un libro intitolato “E se…”.

“…E se il “Conte Olaf” fosse invece stato una normalissima persona ?

Gentile e tutto il resto ?

NAAA !!! Non avrebbe senso, non si intitolerebbe “Una Serie di Sfortunati Eventi – La Stanza delle Serpi”, ma al contrario “ I Tre Felici Ragazzi”; Una storia che racconta di tre normalissimi ragazzi che al mattino si alzano, mangiano, vanno a scuola, prendono un bel voto, tornano a casa ecc…

Sarebbe un “Pacco”, “Una Pizza”, in poche parole noioso.

Io personalmente mi ritengo un tipo strano e un po’ complicato, ma l’ intelligenza mi è stata data e quindi potrei benissimo scrivere un libro invece di rovinare la storia di un povero scrittore che per ottenere dei risultati “ Sognava le battute anche di notte”!!

In conclusione… Questo libro va bene così com’ è .

Potrebbe non andarvi bene quest’ ultima frase, ma io la ritengo coerente con tutto ciò che ho detto e non intendo cambiare…

… E Se… E Se … E Se … Bla … Bla … Bla … Tutte parole al vento.

4° classificato:

Parma Filippo

 

“Le Lettere del Sabato” di Irene Dische Casa Editrice Feltrinelli ; 1999lettere del sabato

 

 

Dopo alcune settimane, certe sillabe che apparivano regolarmente gli divennero familiari e dopo qualche altra settimana, acquistarono anche un significato: cominciava a capire il tedesco.

Le giornate passavano tranquille, la scuola, la sua governante, ma il suo viso era sempre triste, cercava di non farsi vedere da nessuno, ma quando si sentiva solo si metteva in camera e ripensava alla sua vita, ai momenti passati a casa del nonno e provava una struggente nostalgia : era come se una parte di sè stesse mancando.

Spesso si domandava come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto una madre al suo fianco, carezze, baci, abbracci lo avrebbero accompagnato nella crescita, ma tutto ciò non era possibile, un brutto destino non gli aveva solo tolto la madre, ma non gli aveva permesso nemmeno di conoscerla.

Era felice di avere un padre che appena poteva passava dei momenti con lui, ma mancava ancora qualcosa, qualcosa che avrebbe potuto renderlo felice, che avrebbe potuto farlo crescere in modo sereno.

Gli mancava suo nonno, quell’ uomo autoritario che forse aveva sempre temuto, ma che sotto sotto aveva amato con grande gioia:era stato il suo punto di riferimento, breve ma concreto.

Così appena imparò a scrivere, decise di scrivere una lunga lettera a suo nonno.Subito, seguì una risposta, ma tra le righe si leggeva tristezza, così cercò di fargli capire che doveva raggiungerli, che lui e suo padre avevano bisogno di lui, ma il nonno non voleva sentire ragioni…I mesi passavano e finalmente il dottor Nagel decise di raggiungere il figlio e il nipote e di vivere con loro. Con grande tristezza salutò i suoi governanti e disse loro che sarebbe tornato a prenderli prima dell’arrivo dei tedeschi….

Vissero degli anni meravigliosi, il nonno gli spiegò molte cose del suo mestiere, insieme si concedevano lunghe passeggiate, leggevano tanti libri e dopo alcuni anni finalmente il padre si risposò, così anche lui potè finalmente avere una madre, poi una sorella… Il destino era stato crudele, ma alla fine lui aveva vinto, aveva avuto la sua bella famiglia…

4° classificato:

Sorenti Lisa

 

“Piantatela” di Jacqueline Wilson 2007piantatela

 

 

È passato parecchio tempo dall’ ultima volta che Kim mi ha infastidita.Ormai non mi si avvicina e non mi insulta più.

Mi sento molto meglio in questo periodo e vado a scuola più volentieri.

Solamente adesso mi rendo conto che non dovevo avere paura di lei perché nonostante faccia la bulla e sembri perfetta senza nessun problema che la affligga, in realtà è molto sfortunata.

Infatti sono venuta a sapere che la sua mamma fa la modella e il padre è un attore famoso.Entrambi a causa del loro lavoro devono essere sempre in giro per il mondo, così lasciano la figlia da sola con il maggiordomo in una casa troppo grande per lei.

Kim soffre molto per la mancanza dei suoi genitori e cerca di tenersi in contatto con loro.Ma sono sempre troppo impegnati o occupati con i loro amici, così Kim passa le vacanze e le feste da sola.

Il suo più grande desiderio è quello di poter andare in vacanza con i suoi genitori, che invece di lasciare il lavoro per stare con lei, le spediscono mucchi di soldi e lettere con su scritto di divertirsi con il maggiordomo al mare e la promessa di raggiungerla al suo rientro.

Non sono mai andati a trovarla ma Kim ogni anno ci spera, e ogni anno rimane delusa.

Il maggiordomo se ne rende conto e così le domanda se vuole invitare qualche sua amica a giocare.Ma Kim ogni volta risponde che non le va perché deve studiare molto, ma la verità è che lei non ha amiche.

Provo molta pena per lei perché è sempre molto sola, ma nonostante ora mi lasci in pace non me la sento di diventare sua amica : perché quello che ha fatto è molto brutto e non è tanto facile da dimenticare, ma posso farle capire che l’ ho perdonata.

 

postato da: BiblioFiore alle ore 17:53 | Permalink | commenti
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